Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, ha voluto ricordare il valore della Giornata della Memoria con un messaggio che prende spunto dai versi di Primo Levi:
«Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango,
che non conosce pace,
che lotta per un tozzo di pane,
che muore per un sì o per un no.»
Questi versi, tratti da Se questo è un uomo, il libro in cui Levi racconta la sua esperienza ad Auschwitz, rappresentano, secondo il sindaco, il cuore del significato del Giorno della Memoria. «Il racconto di Levi – spiega Poli Bortone – con la sua crudezza e il suo realismo, è stato una riflessione straziante per le generazioni del dopoguerra, un invito a comprendere fino a che punto possa spingersi l’aberrazione umana».
La memoria, sottolinea il sindaco, non deve andare perduta, ma diventare un antidoto contro il male e la violenza che possono trasformarsi in sistemi spietati. In particolare, le iniziative della Giornata della Memoria, rivolte ai giovani, assumono un’importanza fondamentale.
«Guardare nel dolore più devastante, quello che l’uomo stesso è stato capace di provocare – conclude Poli Bortone –, deve spronarci a reagire con le armi più preziose che abbiamo: il ricordo, la consapevolezza e la ricerca culturale, veri fondamenti del nostro essere umani».
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