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David Lynch

Morto David Lynch, addio al maestro del cinema surrealista

David Lynch, acclamato regista di capolavori come Velluto Blu, Mulholland Drive e della serie cult Twin Peaks, è morto all’età di 78 anni. Fumatore incallito, Lynch aveva rivelato la scorsa estate di soffrire di enfisema, una malattia che lo aveva costretto a rinunciare alla regia. “C’è un grande vuoto nel mondo ora che non è più con noi. Ma come avrebbe detto: ‘Punta gli occhi sul donut e non sul buco in mezzo’”, ha dichiarato la famiglia su Facebook, citando uno dei suoi detti più celebri.

Nato a Missoula, nel Montana, nel 1946, Lynch è stato regista, sceneggiatore, produttore, musicista e artista visivo. Figura tra i cineasti più influenti del XX e XXI secolo, era noto per il suo stile unico che fondeva surrealismo, noir e simbolismo onirico, guadagnandosi paragoni con Luis Buñuel.

Dopo aver iniziato come pittore e creatore di cortometraggi sperimentali, si fece conoscere nel 1977 con Eraserhead, diventato un cult nei cinema di mezzanotte. Il successo arrivò nel 1980 con The Elephant Man, che gli valse la prima candidatura all’Oscar. Tra i suoi lavori più noti si annoverano Mulholland Drive, premiato a Cannes per la miglior regia, e la rivoluzionaria serie Twin Peaks, che negli anni ’90 ridefinì la narrazione televisiva con atmosfere enigmatiche e inquietanti.

Tre volte candidato agli Oscar, Lynch ricevette il premio alla carriera nel 2019. La sua filmografia si chiude con Inland Empire (2006), mentre l’ultimo grande progetto fu Twin Peaks: The Return, reboot della serie originale, trasmesso nel 2017.

Negli ultimi anni, l’enfisema lo aveva costretto a una vita più ritirata. Lynch, che da decenni praticava la meditazione trascendentale, aveva detto addio alle sigarette tre anni fa, dichiarando: “Il fumo era parte della mia vita artistica, ma alla fine ha avuto la meglio su di me”. Restano incompiuti almeno due progetti: la sceneggiatura di Antelope Don’t Run No More e la serie Netflix Wisteria. Con la sua morte, il cinema perde uno dei suoi maestri più visionari.

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