Personalizza le preferenze di consenso

Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in maniera efficiente e a svolgere determinate funzioni. Troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie sotto ogni categoria di consensi sottostanti. I cookie categorizzatati come “Necessari” vengono memorizzati sul tuo browser in quanto essenziali per consentire le funzionalità di base del sito.... 

Sempre attivi

I cookie necessari sono fondamentali per le funzioni di base del sito Web e il sito Web non funzionerà nel modo previsto senza di essi. Questi cookie non memorizzano dati identificativi personali.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie analitici vengono utilizzati per comprendere come i visitatori interagiscono con il sito Web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche di numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.

I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazione chiave del sito Web che aiutano a fornire ai visitatori un'esperienza utente migliore.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pubblicitari personalizzati in base alle pagine visitate in precedenza e per analizzare l'efficacia della campagna pubblicitaria.

Nessun cookie da visualizzare.

Foto Massimo Todaro

Magistrati annunciano mobilitazione contro legge su separazione carriere

L’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) annuncia una mobilitazione contro la legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, prevista in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Al centro delle polemiche anche l’app Giustizia, criticata per la gestione dei processi.

Separazione carriere: perché i magistrati protestano

La riforma della separazione delle carriere dei magistrati, attualmente in discussione, rappresenta un punto di forte attrito tra l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) e il Governo. La proposta, sostenuta da alcune forze politiche, mira a distinguere in modo netto le carriere dei magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), introducendo percorsi separati sin dall’inizio della carriera.

Le ragioni della protesta

L’Anm, che ha annunciato una mobilitazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, considera questa riforma un rischio per l’indipendenza della magistratura e per l’equilibrio del sistema giudiziario. Secondo i magistrati, separare le carriere comporterebbe:

1. Compromissione dell’indipendenza – La riforma potrebbe ridurre l’autonomia dei pubblici ministeri, che verrebbero posti sotto il controllo dell’esecutivo o del Parlamento attraverso un Consiglio Superiore della Magistratura separato per giudici e pm. Questo, secondo i critici, potrebbe favorire pressioni politiche e interferenze nelle indagini.

2. Squilibrio nel sistema giudiziario – I magistrati giudicanti e requirenti, pur avendo ruoli distinti, collaborano attivamente nel processo penale. La riforma rischia di ostacolare questa sinergia, creando due entità separate con potenziali difficoltà operative e rallentamenti nei procedimenti.

3. Centralità del diritto alla giustizia – L’Anm sottolinea che la separazione delle carriere potrebbe compromettere il diritto dei cittadini a un giudice imparziale e a un pubblico ministero indipendente, che sono garanzie fondamentali previste dalla Costituzione italiana.

Le posizioni del Governo

Chi sostiene la riforma afferma che la distinzione delle carriere è necessaria per assicurare maggiore trasparenza e oggettività nei processi. Secondo i promotori, la figura del pubblico ministero, che agisce come parte accusatoria, deve essere nettamente distinta da quella del giudice, che rappresenta la terzietà e deve decidere in maniera imparziale.

Carlo Nordio, ministro della Giustizia, ha ribadito che la riforma è in linea con le migliori pratiche internazionali, come suggerito da organismi europei, e che mira a migliorare l’efficienza del sistema giudiziario. Tuttavia, l’Anm teme che dietro l’apparente obiettivo di modernizzare il sistema si celi un disegno politico volto a ridurre l’autonomia della magistratura.

Iniziative di protesta

Oltre alla mobilitazione già annunciata, i magistrati stanno valutando altre iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e coinvolgere anche le forze politiche di opposizione. L’inaugurazione dell’anno giudiziario, prevista per il prossimo fine settimana, rischia quindi di trasformarsi in un’occasione di scontro simbolico e politico tra magistratura e governo.

About Author