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MATERA – Il 29 settembre si voterà per eleggere il presidente della Provincia di Matera. Sono elezioni particolari, perché la platea degli aventi diritto al voto è composta solo da sindaci e consiglieri comunali dei 31 Comuni della provincia. Sono in tutto 402 elettori, a loro volta scelti dai cittadini, coloro che nell’ultima domenica di settembre saranno chiamati a scegliere con senso di responsabilità il prossimo presidente della Provincia di Matera.
“Da sindaco del capoluogo di provincia e da elettore – afferma il sindaco di Matera, Domenico Bennardi – ritengo che queste siano votazioni molto importanti e che non si debbano relegare nelle sole sedi di partito o sui tavoli di ipotetiche coalizioni di centrodestra come di centrosinistra. Le coalizioni si definiscono molto tempo prima, con un progetto politico condiviso e un percorso paritetico tra le varie componenti. I singoli rappresentanti delle componenti rispettando i ruoli, non solo dei segretari ma anche di chi è chiamato al voto, e soprattutto dei cittadini delle comunità rappresentate dall’ente Provincia. Sono elezioni importanti, perché gli ambiti e le competenze delle Province sono ancora oggi tante e rilevanti, nonostante la legge Delrio del 2014, che ha impoverito di risorse umane e finanziarie questo tipo di enti. Basti pensare alle strade provinciali, alle scuole superiori, alla tutela della flora e della fauna nei parchi e nelle riserve naturali e il pensiero va subito alle bellissime Riserva naturale nella provincia di Matera, dal bosco Pantano di Policoro, all’oasi di San Giuliano, dove è stato trovato il fossile più grande del mondo. L’ente Provincia di Matera può dare tanto ai Comuni, ma dipende anche molto dai Comuni per un lavoro che inevitabilmente va coordinato insieme in modo sinergico. La Provincia, insieme ai Comuni, promuove e coordina attività nel settore economico, produttivo, agricolo, commerciale e turistico, come anche in quello sociale, culturale e sportivo. Si pensi solo al comparto turistico, il potenziale che avremmo mettendo ancora più in rete la capitale europea della cultura e meta turistica principale della regione, qual è la città di Matera con la bellissima provincia; ma occorre lavorare insieme su infrastrutture e strade, coordinare strategie comuni”.
“Cosa dire poi della biblioteca provinciale di Matera, presidio culturale fondamentale per la città dei Sassi e non solo, visto che molti giovani che la frequentano sono studenti della stessa provincia; un luogo spesso minacciato da rischio chiusura, ridimensionamento, scarsa attenzione e scarsi finanziamenti, con un patrimonio librario e artistico eccezionale, che però non ha ancora nemmeno un bibliotecario, il quale non riesce a prolungare il suo orario. La biblioteca non riesce a connettersi al meglio con gli altri contenitori culturali della città. Ma l’elenco è lungo, lo stesso Palazzo dell’Annunziata con la scelta, per qualcuno discutibile, di offrire gran parte del piano terra all’Apt Basilicata; il Palazzo ducale Malvinni Malvezzi, nostro gioiello che va tutelato, reso fruibile garantendo qualità e destinazione prevalentemente culturale. Occorrono i piani di gestione e bandi di gestione per Palazzo Malvezzi, l’oasi di San Giuliano; occorrono risorse strutturali per il Cras, il Centro Recupero Animali Selvatici, che svolge un lavoro rilevantissimo per l’avifauna lucana,ma in questi ultimi anni è sopravvissuto solo esclusivamente grazie ad alcune sovvenzioni del Comune di Matera, mentre spetterebbero a Regione e Provincia. Questi elementi sono gli “scambi” più importanti che dovrebbero stare sul tavolo della concertazione politica. Di tutto questo mi piacerebbe parlare con i due candidati alla presidenza della Provincia, perché occorre fare una scelta che non sia dettata solo da strategie partitiche; è ovvio che gli scenari e le prospettive politiche hanno un loro peso nelle valutazioni, come sempre, ma auspico che il voto alle Provinciali sia frutto di una decisione prima di tutto consapevole verso soprattutto il bene comune, verso gli obiettivi programmatici di un ente molto importante. Rimane qualche rammarico sul metodo: occorrerebbe sforzarsi in questa regione di non auspicare, o dare per scontate alleanze e coalizioni senza momenti di confronto preliminare tra le parti. Il confronto e la condivisione è sempre utile tra partiti e movimenti, è una fase preliminare fondamentale per definire un progetto politico e costruire un percorso in modo convinto, offrendo ognuno il proprio contributo. Ci sono ancora due settimane, spero si possa recuperare e affrontare questa elezione paragonando idee, contenuti e programmi. Al momento ne ho visti pochi”, conclude Bennardi.
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