Villa Castelli, “Giusy uccisa dall’uomo che crede di essere Dio”

VILLA CASTELLI – Tra lacrime e applausi, tra rabbia e preghiera, in una chiesa gremita, l’ultimo saluto a Giuseppina Fumarola, la sarta di Villa Castelli uccisa dall’ex compagno a colpi di arma da fuoco.

L’ultimo saluto a Giuseppina Fumarola

Brutalmente uccisa, strappata ai suoi affetti. E se l’odio, dicono i testi sacri, deve essere perdonato, non può, invece, essere compreso, non può essere accettato. L’ultimo saluto a Giuseppina Fumarola, la 48enne di Villa Castelli uccisa dall’ex compagno, è nelle lacrime della figlia Gessica e nella rabbia del figlio Gherardo, negli applausi di famigliari e amici. Nelle parole non dette, sospese e poi volate in cielo, come i palloncini rossi che hanno accompagnato l’uscita del feretro.

È stato un addio straziante. Giusy, “uccisa brutalmente da un verme – accusa don Antonio Andriulo nella sua omelia – che alberga nel cuore degli uomini, avvelenato da egoismo, radice di odio e cattiveria”.

E allora, ecco che il parroco della chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, invita tutti ad un esame di coscienza, invita tutti ad imparare a riconoscere quei silenzi infernali che si confondono con l’omertà. Ed ecco che Giusy, l’amica di sempre, ricorda quell’angelo. Ricorda una madre, una lavoratrice, una donna. Ed ecco che Giuseppina Fumarola, 48 anni, uccisa mentre andava a lavoro, diventa un angelo. Un simbolo, Icona, di lotta, continua e terribile, per libertà e diritti. Giusy Fumarola, che ha pagato con la vita quell’orribile silenzio, comune alle donne, alle persone, Quelle più belle che, come un palloncino scivolato dalle mani di un bimbo, guadagna la pace. Il regno dei cieli.

Ai funerali, in delegazione, anche l’associazione brindisina Io Donna che ha lanciato un monito su un fenomeno preoccupante, figlio di una cultura che deve essere estirpata.