BARI – Approvato il masterplan per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, in arrivo una pioggia di milioni ma i voli civili restano un sogno ancora lontano. Tutto ciò nonostante le recenti prese di posizione di alcuni rappresentanti istituzionali locali.
Con un investimento di 169 milioni di euro, il piano si concentra su infrastrutture legate all’industria aerospaziale, alla sperimentazione e alla creazione di un spazioporto per voli suborbitali. Tuttavia, nonostante le promesse di sviluppo, appare ancora lontana qualsiasi iniziativa concreta per il potenziamento dei voli civili passeggeri.
L’approvazione da parte dell’ENAC, è stata salutata come un grande passo avanti, certamente e’ così, ma solleva anche interrogativi sul reale impatto per i tanti cittadini dell’arco ionico-metapontino.
Il Masterplan, suddiviso in tre fasi, mira a rispondere principalmente alle esigenze degli operatori del settore aeronautico, con una forte propensione sulle nuove tecnologie e l’innovazione. Si parla di nuove infrastrutture, ricerca, formazione e sviluppo industriale, ma non di una reale apertura per il traffico civile. Il concetto di “flessibilità” delle strutture, orientato verso il volo suborbitale, come scommessa sul futuro, ma non c’è ancora una risposta ai bisogni concreti dei tarantini, che aspettano da anni un potenziamento dell’aeroporto per voli di linea nazionali e internazionali.
Il Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, ha definito l’approvazione come un “traguardo storico”, sicuramente un passo in avanti importante sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo economico. Il 7 febbraio, in occasione dell’open day, si mostreranno i progressi di un progetto che guarda al domani, ma che, nel presente, non sembra risolvere i problemi concreti della mobilità aerea per molti pugliesi. Mentre la Puglia si prepara a diventare un punto di riferimento per l’aerospazio, la domanda sorge spontanea: quando finalmente i viaggiatori civili potranno beneficiare di un aeroporto che vada oltre l’innovazione tecnologica e diventi una realtà anche per il turismo e gli spostamenti quotidiani?
A proposito di sviluppo turistico, l’Arlotta potrebbe servire aree geografiche pugliesi ormai costante meta di grandi flussi: la Valle d’Itria (che ha ospitato il recente G7), l’arco ionico dell’alto Salento e la parte costiera del metapontino.
In assenza di risposte su questo fronte, anche la buona notizia dell’approvazione del Masterplan rischia di avere un sapore agrodolce in relazioni alle speranze di chi vive in quella zona. La sfida, dunque, è anche quella di riuscire a trasformare lo scalo grottagliese in una struttura che risponda finalmente alle esigenze dei cittadini.
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