Roma – Un dato allarmante emerge dall’indagine del sindacato Nursing Up su oltre 3.000 infermieri, presentata durante il congresso nazionale Quadri Dirigenti: se potessero, sei infermieri su dieci lascerebbero la professione. A spingerli via sono la scarsa redditività del lavoro e l’elevato impegno richiesto.
Secondo Antonio De Palma, presidente del sindacato, “questi dati rappresentano un segnale gravissimo” e supportano le motivazioni per la manifestazione di protesta indetta per il 20 novembre, con medici e infermieri uniti per uno sciopero nazionale.
L’indagine evidenzia anche altri punti critici: il 90% degli infermieri ritiene che il proprio lavoro non valorizzi a sufficienza le loro competenze e sacrifici; l’88% non si aspetta miglioramenti contrattuali o salariali entro la fine dell’anno; il 75% non consiglierebbe questa carriera ai giovani. Inoltre, l’85% lamenta la mancanza di supporto per la gestione dello stress e il 68% si sente poco tutelato nell’esercizio quotidiano della professione.
“Quando infermieri con vent’anni di esperienza sconsigliano ai propri figli di seguire le loro orme, significa che il sistema ha fallito,” aggiunge De Palma. “Serve un intervento immediato e strutturale: politiche di valorizzazione e migliori condizioni lavorative sono l’unica strada per ridare fiducia agli infermieri italiani.”
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