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Conaippe, ‘Ferragosto rovente nelle carceri italiane’

La Confederazione Autonoma Italiana Polizia Penitenziaria (CON.A.I.P.Pe.), pur apprezzando le visite dei politici di governo e opposizione, sia a livello nazionale che regionale, esprime forte preoccupazione riguardo alle attuali condizioni del sistema carcerario italiano. Il recente disegno di legge Nordio, presentato come un aiuto al Corpo di Polizia Penitenziaria, viene considerato largamente insufficiente e, in alcuni casi, addirittura offensivo per gli operatori che gestiscono un sistema in estrema difficoltà.

Attualmente, oltre 64.000 detenuti sono distribuiti in 240 carceri per adulti e minori, con un sovraffollamento che raggiunge punte del 170%. La carenza di personale è drammatica: mancano più di 20.000 agenti della Polizia Penitenziaria, oltre a mille funzionari giuridici e pedagogici. A ciò si aggiunge una grave carenza nel comparto delle funzioni centrali della contabilità.

Le condizioni di lavoro sono estenuanti, con oltre 10.500 agenti feriti nell’esercizio delle loro funzioni, continuamente offesi e aggrediti da una popolazione detenuta ormai fuori controllo. Le promesse di interventi concreti sembrano finora solo parole vuote, mentre il personale è ormai stremato e demoralizzato.

Un esempio emblematico della situazione è accaduto al carcere minorile di Bari, dove agli agenti è stato sottratto l’unico frigobar disponibile durante turni che superano spesso le 12 ore consecutive. In questo contesto, le dichiarazioni dei sottosegretari e dei membri del governo rischiano di rimanere solo promesse senza sostanza.

Rivolte, sommosse, incendi, danneggiamenti e tentativi di evasione, come i tre avvenuti nel carcere di Bari in soli 60 giorni, sono ormai all’ordine del giorno. Nel frattempo, gli agenti sono spesso distolti dai loro compiti per scortare politici in visita.

La CON.A.I.P.Pe. chiede maggiore rispetto e trasparenza da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Domenico Mastrulli, Presidente Nazionale del sindacato, lancia un appello: “Veniteci a trovare in carcere, ci farà piacere condividere un turno di lavoro con voi, ma fatelo come ospiti e non come politici. Non basta una visita di pochi minuti per capire la realtà che viviamo ogni giorno”.

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