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Bari, ordinanza antibivacco: quando sposti il problema

BARI – Se da un lato l’ordinanza anti bivacco di Vito Leccese ha spaccato la maggioranza del cosiddetto campo largo che perde pezzi ancora prima di iniziare, dall’altro ha risolto solo in parte il problema nel quadrilatero tra piazza Umberto e piazza Moro. Dopo aver emanato l’ordinanza, il primo cittadino barese ha spiegato a chi lo contestavo che “non si trattava di un decreto contro i clochard ma l’obiettivo era quello di evitare lo spaccio e il consumo di droga e l’illegalità diffusa” in quella zona, crocevia di turisti e di lavoratori che giornalmente attraversano le piazze per raggiungere il proprio posto di lavoro. E così verde pubblico raso al suolo e controlli con più pattuglie in zona. Ma ciò che togli da una parte, inevitabilmente te lo trovi da un’altra, proprio come accade in corso Italia dove i giacigli di fortuna, in questo fine settimana, sono moltiplicati. E molto spesso si tratta di invisibili, coloro che vivono ai margini della società e che rifiutano anche l’assistenza della rete welfare della città in cui si trovano.

Coperte logore, cartoni, biancheria stesa a fili improvvisati. L’ordinanza antidegrado sposta il problema solo di qualche centinaio di metri, e solo nelle ore notturne perchè in quelle diurne non si può vietare a clochard, migranti senza fissa dimora, guardamacchine abusivi, mendicanti e piccoli venditori di droga di popolare le piazze come Moro, Umberto, Cesare Battisti, corso Italia o i portici di via Niccolò dell’Arca o quelli dell’Estramurale Capruzzi. E allora, come la si risolve?

 

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