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Troia, arrivati 50 ucraini in fuga dalla guerra: donne e bimbi accolti a braccia aperte

TROIA- Alcune donne sorridono, salutano chi le ha accolte a braccia aperte in città, altre sono serie, tengono per mano i loro bimbi, ma in tutte si nota lo sguardo triste e spento di chi ha dovuto abbandonare la propria casa, la propria terra natìa e la propria famiglia per cercare altrove protezione e sicurezza: sono 50 i cittadini ucraini arrivati nella tarda serata del 9 marzo a Troia.

Tra loro ci sono anziane, due uomini, cinque bambini tra i due e i sei anni, alcuni adolescenti tra gli undici e i quattordici, e altri tra i 15 e i sedici anni. Hanno dovuto dividersi dai loro papà e i loro mariti alla frontiera e sono saliti a bordo del bus che da Medyka (Polonia) li ha trasportati fino alla provincia foggiana.

All’arrivo sono stati accolti dall’amministrazione comunale, dall’associazione Protezione civile Tur27, dai volontari del Galiv e dell’associazione Idee in Movimento. Poi sono stati accompagnati all’Ostello del Cammino, nell’ex convento di San Domenico, dove sono stati sottoposti a tampone anti-Covid e ricevuto la prima assistenza sanitaria.

L’amministrazione comunale, infatti, ha attivato il servizio di supporto psicologico e, grazie alla disponibilità di alcune ucraine residenti a Troia, anche di interpretariato.  La macchina organizzativa del comune di Troia, in costante contatto con la prefettura, ha predisposto tutto il necessario all’accoglienza e al servizio sanitario. Rigidissime le misure igienico-sanitarie previste dal protocollo anti Covid: infatti i 50 cittadini ucraini resteranno in isolamento per almeno cinque giorni per poi sottoporsi ad un altro tampone.

Due le strutture messe a disposizione per i profughi di guerra

L’Ostello del Cammino, struttura comunale, nata per dare accoglienza ai pellegrini che percorrono la Via Francigena e fanno tappa a Troia.

Spazioso e attrezzato di servizi e spazi comuni, è stato allestito per l’accoglienza con due grandi camere da letto, bagni anche per disabili, lavanderia. Grazie agli ampi spazi disponibili è stata creata una sala giochi per i bimbi e una sala internet. Al piano superiore la sala pranzo. I pasti saranno forniti dall’amministrazione e preparati dal Centro cottura (la mensa comunale). L’Ostello ospita la gran parte dei rifugiati.

Quattordici dei cinquanta profughi sono stati ospitati nel Dopo di Noi “San Giovanni di Dio”. La struttura è stata messa a disposizione, gratuitamente, dal presidente della cooperativa San Giovanni di Dio, Raffaele De Nittis.

Inoltre, sono state predisposte, per eventuali particolari esigenze, anche altre soluzioni di alloggio. Con l’amministrazione hanno collaborato i volontari del Galiv – Fabbrica della Pace e di Idee in movimento. Tanti i cittadini che hanno offerto disponibilità di abitazioni, e contribuito alla raccolta di abiti e generi di prima necessità.

Il programma di accoglienza profughi messo a punto dal comune di Troia, è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Anas Italia (Associazione nazionale di azione sociale) che ha creato il contatto con le staffette ucraine, e con le organizzazioni umanitarie che operano in Polonia.

A Troia, si è concluso il lungo viaggio di cinquanta persone in fuga dalla guerra. Molte sono riuscite a raggiungere la Polonia dopo ore e giorni di cammino, anche a piedi. Preziosa è stata la presenza di Urbano Di Pierro ed Emilio Curiale, la delegazione del comune di Troia recatasi in Polonia al confine con l’Ucraina per accogliere i profughi e condurli a Troia.

I cinquanta ucraini, per i prossimi cinque giorni, saranno sottoposti a quarantena. Subito dopo, molti, si ricongiungeranno a familiari, parenti e amici residenti sia in provincia di Foggia che nel resto d’Italia.

La recrudescenza delle azioni belliche starebbe bloccando anche la fuga dei cittadini ucraini. Di Pierro, infatti, ha raccontato che da ieri nei territori di guerra ucraini starebbero bloccando tutti i mezzi che da Leopoli trasportano gente diretta ai confini con la Polonia.