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Manduria: precisazioni su indagini archeologiche a Sant’Antonio

La Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, tramite la soprintendente Francesca Romana Paolillo, ha diffuso un comunicato stampa in risposta all’articolo pubblicato l’8 gennaio 2025 dalla testata Antenna Sud e al relativo servizio televisivo. Il comunicato, firmato dalla soprintendente, rettifica alcune gravi inesattezze riportate in merito alle indagini archeologiche condotte in via Sarciglia, durante i lavori per la rete fognaria nel quartiere Sant’Antonio di Manduria.

Le indagini, svolte tra il 3 e il 12 dicembre 2024, hanno portato alla scoperta di dieci sepolture messapiche ricavate nella roccia. Di queste, sette sono state completamente documentate, mentre le altre tre, compromesse da interventi moderni come linee ferroviarie e cavi ad alta tensione, non sono state indagate per ragioni di sicurezza. I reperti rinvenuti, tra cui frammenti ceramici di epoca messapica e post-medievale, sono stati catalogati e conservati presso la sede operativa della Soprintendenza di Manduria, seguendo le normative del Codice dei Beni Culturali.

La soprintendente chiarisce che le sepolture erano già state spogliate in epoca medievale, come indicato dall’assenza delle coperture originarie. Inoltre, i residui ossei, ormai calcificati, si sono fusi con la roccia a causa di processi post-deposizionali, smentendo interpretazioni imprecise riportate nel servizio.

Il comunicato sottolinea che le operazioni di scavo sono state condotte nel pieno rispetto delle normative sull’archeologia preventiva e che i materiali recuperati, oltre a essere tutelati, sono accessibili a studiosi e ricercatori. La Soprintendenza è inoltre impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale, come dimostrano progetti recenti quali il restauro del Parco Archeologico di Manduria e il progetto “Messapi in Rete”, destinato a migliorare la conoscenza e la fruizione del patrimonio locale.

La Soprintendenza ribadisce il suo impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, collaborando con istituzioni locali e università per garantire la conservazione e la trasmissione dei beni culturali alle future generazioni.

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