CORATO – Due fratelli di 18 e 22 anni, con precedenti di polizia, sono stati fermati e portati in carcere con le accuse di omicidio e porto illecito di arma da sparo per la morte del 55enne Nicola Manzi, ucciso nel pomeriggio di lunedì 16 dicembre, intorno alle 19.00, a Corato, nel Barese, mentre era in strada con suo fratello Michele e sua moglie, di 48 anni.
Si chiude così il cerchio sul caso che nelle scorse ore ha destato preoccupazione nella cittadina, in una zona popolare e frequentata – al momento dell’agguato – da numerosi passanti che però non avrebbero saputo fornire indicazioni utili alle indagini degli inquirenti. Fondamentali, invece, sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza di via Salvi.
Secondo una prima ricostruzione, i due giovani sarebbero arrivati a bordo di un’auto sotto casa del 55enne che era per strada con moglie e fratello. Di qui avrebbero esploso numerosi colpi da due pistole diverse. Sul posto, infatti, sono stati trovati bossoli di diverso calibro. Le armi però non sono state ancora ritrovate.
I colpi avrebbero attinto mortalmente Manzi e il fratello Michele che successivamente è riuscito ad arrivare autonomamente all’ospedale di Corato per poi essere portato nel nosocomio del capoluogo pugliese dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Non sarebbe in pericolo di vita.
La moglie del 55enne, invece, sarebbe riuscita a mettersi in salvo. Poi avrebbe raccolto una pistola e avrebbe iniziato a inseguire i due fratelli sparando contro di loro. Per lei l’ipotesi di reato è quella di tentato omicidio e porto illecito d’arma comune da sparo. Le posizioni dei tre ora restano al vaglio del gip che nelle prossime ore potrebbe convalidare i fermi. Le indagini di procura di Trani e carabinieri della Compagnia di Molfetta continuano per accertare se ci siano altre persone implicate
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