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Barletta, nel doposcuola si impara la Costituzione

Una lezione scorrendo la Costituzione italiana, tra matite colorate e diari su cui sono appuntamenti i compiti da fare. Terminare testi e problemi assegnati a scuola degli insegnanti, per poi immergersi, con l’aiuto degli adulti, negli articoli che reggono l’Italia: quelli della Costituzione. È quanto avviene da qualche settimana al civico 16 di piazza Plebiscito a Barletta, sede dell’Ambulatorio popolare dove ogni pomeriggio, dalle tre e mezza alle 6 e mezza, dal lunedì al venerdì si fa doposcuola. Studi che però non si fermano a quanto deciso in classe ma che spaziano, toccando la Carta costituzionale. Tra i banchi ci sono una quindicina di bambini, tutti frequentano la scuola primaria, hanno però età differenti e provenienze diverse: c’è chi è in prima ed è di Barletta e chi invece in terza e arriva dal Senegal. Per tutti scattano sorsi di Costituzione. “Abbiamo deciso fosse necessario in questo periodo storico e politico in cui registriamo una cattiveria dirompente, spiegare la Costituzione ai più piccoli affinché facciano propri i buoni valori custoditi nella nostra Carta”, spiega Cosimo Matteucci, responsabile dell’Ambulatorio popolare e impegnato ad aiutare chi è in difficoltà. “Siamo ancora agli articoli fondamentali perché spesso nascono interessanti dibattiti e sullo stesso articolo restiamo per più giorni”, aggiunge evidenziando che “qualche giorno fa ci siamo soffermati sul terzo articolo quello che sancisce la pari dignità dei cittadini dinanzi alla legge. La cosa più bella è stata il commento di una bambina di 7 anni di origini africane che quasi stupita ha esclamato ‘allora siamo veramente tutti uguali’. Ho provato molta tenerezza”. A leggere gli articoli della Costituzione, al termine delle lezioni di doposcuola, sono proprio i piccoli alunni. “Dopo, tutti insieme – racconta – si commenta per comprenderne il significato e conoscere così le regole e le Istituzioni dello Stato oltre agli ideali di uguaglianza, di pace, di mutualismo e di antifascismo presenti nella nostra Carta fondamentale”.

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