Lecce, accusato di aver fatto parte di un commando armato: assolto brindisino

LECCE- È stato assolto dall’accusa di aver fatto parte di un commando armato che ha tentato di scassinare una gioielleria a Leverano (Lecce) il 2 ottobre 2017, dopo aver rubato un’auto a Porto Cesareo: un’altra vittoria per l’avvocato Gianfrancesco Castrignanò del foro di Brindisi che ha salvato il proprio cliente, un 35enne di Mesagne (Brindisi) dalle pesanti accuse sollevate dalla pubblica accusa del tribunale di Lecce.

I fatti: tentativo di scassinare gioielleria di Leverano e furto auto a Porto Cesareo

Un trentacinquenne di Mesagne era accusato di aver fatto parte di un commando composto da tre persone, che alle prime luci dell’alba del 2 ottobre 2017 ha tentato di scassinare il laboratorio orafo di via Cesarea di Leverano (Lecce), dopo aver precedentemente rubato un’auto a Porto Cesareo. Ma qualcosa andò storto e uno dei tre (Gianluca Rubino di Oria) rimase gravemente ferito da un colpo d’arma da fuoco e i due furono costretti a fuggire precipitosamente.

A seguito della identificazione del ferito, che dovette ricorrere alle cure dei sanitari del “Vito Fazzi” di Lecce, nonché di intercettazioni ambientali, sequestri di apparecchi cellulari e acquisizione di tabulati telefonici, gli inquirenti ritennero di avere individuato anche i suoi complici, con il conseguente rinvio a giudizio di tutti e tre dinanzi al Tribunale di Lecce. Ma mentre il ferito e un altro mesagnese sono stati già condannati, è rimasto da esaminare la posizione del terzo componente la banda con la celebrazione di giudizio abbreviato.

Nonostante la Pubblica accusa avesse richiesto la condanna a due anni e tre mesi di reclusione anche per il terzo componente, il Tribunale del capoluogo salentino nei giorni scorsi, accogliendo la richiesta del difensore Gianfrancesco Castrignanò, ha assolto l’imputato dalle pesanti accuse per non aver commesso il fatto.

 

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