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Paragone: ‘Stato protegge speculatori, Meloni non cambierà nulla’

“A mio avviso, più che a una campagna elettorale infuocata, la definirei falsa. Perché Centrodestra e Centrosinistra sono praticamente la stessa cosa, visto che vanno avanti con l’agenda che Draghi ha impostato. Mi riferisco a Pnrr, piano Colao, quarta dose, green pass. Insomma, tutto come prima”. Lo ha detto il senatore Gianluigi Paragone, leader di Italexit, in esclusiva a “Il Punto”, approfondimento politico di Antenna Sud, condotto da Manila Gorio. “Destra e sinistra fingono di duellare per qualche simil contenzioso – aggiunge – illudendo i cittadini che Giorgia Meloni possa cambiare qualcosa, ma ha già baciato la pantofola dei mercati finanziari, ha già garantito a Mattarella che andrà avanti nel segno della continuità, quindi non ci sarà nulla di inedito rispetto a quello che stiamo vivendo adesso”.

STATO PROTEGGE SPECULATORI“ – ”Tra non molto, i cittadini cominceranno a soffrire delle politiche dettate dalla non scelta – prosegue Gianliuigi Paragone -. Il ministro Cingolani viene a dirci che è meglio far la lavatrice di notte e a pieno carico, sapendo benissimo che gli italiani già lo facevano: le bollette sono sempre state care, ora sono proibitive. In questo senso, il Governo non agisce per famiglie e imprese, al contrario sta proteggendo gli speculatori, che continuano a sguazzarci. Speculatori che abbiamo anche in Italia. Volete i nomi? Eni. Una partecipata di Stato, controllata dal Governo, che ha fatto 7 miliardi di utile, mentre i cittadini pagano bollette carissime. Allora mi chiedo: perché non prendono per un orecchio l’amministratore delegato di Eni e gli impongono di mettere ai disposizione quei 7 miliardi?“.

CAMBIARE LA PARTITA – “A questo punto, mi auguro che quel 40% di italiani che si è rassegnato capisca che può cambiare la partita – continua il senatore Paragone -. Perché come democraticamente i politici di oggi sono stati creati, altrettanto democraticamente possono essere distrutti. Conte, per esempio, continua a sostenere di essere  l’avvocato del popolo, ma in questo Governo c’è sempre: perché non ha ritirato Patuanelli, ministro dell’Agricoltura? Perché dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova, che ha causato la morte di 43 persone, non ha revocato le concessioni autostradali ai Benetton? Che una tragedia del genere, lo Stato continua a sovvenzionare”.

RENDITA DI CITTADINANZA“ – “Il reddito di cittadinanza è emergenza – conclude Paragone -. Quando un cittadino cade, è giusto che lo Stato lo prenda per mano e lo aiuti a rialzarsi. Non può trasformarsi nella “rendita di cittadinanza”. La classe politica si deve impegnare a trovare lavoro evitando di massacrare gli imprenditori. Lo Stato deve assumere: nella sanità, dove c’è veramente bisogno, nella scuola. L’Italia è un Paese pieno di cultura e di bellezze, ma non c’è nessuno che le racconta, ed è scandaloso. Ecco, se lo Stato assume nei posti chiave aiuta anche l’economia”.