“L’uso di medici e infermieri “gettonisti” continua a essere una grave criticità del Sistema Sanitario Nazionale. Abbiamo più volte lodato l’impegno del ministro Schillaci nel tentativo di porre fine a questo mercato professionale indecoroso, ma per ora i risultati sono scarsi”, dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute.
La situazione, secondo il sindacato, è aggravata dalla fuga di molti professionisti dal SSN verso le cooperative, attratti da compensi ben più alti rispetto a quelli contrattualizzati. “La differenza tra gli emolumenti è abissale, e così molti scelgono di lavorare a chiamata, accumulando ore e guadagni decisamente superiori rispetto ai colleghi del settore pubblico”, prosegue il sindacalista, sottolineando come questo cortocircuito stia danneggiando la qualità dell’assistenza.
Le situazioni di medici assegnati a reparti fuori dalla loro specializzazione sono sempre più frequenti, con i conseguenti rischi per la sicurezza dei pazienti. “L’unica soluzione è destinare risorse aggiuntive per restituire dignità economica ai professionisti del settore, prima che il collasso del SSN diventi irreversibile, con conseguenze devastanti per la collettività”, conclude Giuliano.
potrebbe interessarti anche
Sanità, liste d’attesa: un quarto dei fondi inutilizzati dalle Regioni
“Bonus Acqua” Regione Basilicata, richieste via WhatsApp
Coldiretti Puglia: arance infette dall’estero minacciano gli agrumi italiani
Missione salute, a che punto sono i fondi del Pnrr
Multe stradali, in Puglia incassati 22,7 milioni: Bari e Taranto in testa
Puglia al Vinitaly 2025: 106 espositori tra vino, turismo e sostenibilità