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Lecce e le sue bellezze ingabbiate

Lecce sempre più bella e sempre più presa d’assalto dai turisti che corrono però il rischio di non godere a pieno della grande bellezza della città barocca. Da tempo diverse chiese ed edifici storici di pregio appaiono ingabbiati per nascondere le impalcature in attesa di rifarsi il look o per occultare lavori di messa in sicurezza statica e lapidea. Facciate ricoperte da maxi teli microforati, in qualche caso con inserti di banner pubblicitari per finanziare i lavori, lasciano pur sempre l’amaro in bocca nonostante i nobili intenti di restauri. Basti pensare alla facciata della chiesa di Santa Irene, detta anche dei Teatini, di proprietà del Comune, che non passa di certo inosservata nel cuore del centro storico. Il distacco di alcuni elementi scultorei e il degrado della facciata hanno imposto i lavori di messa in sicurezza, di pulitura, di consolidamento statico, di rimozione di vecchie stuccature, di estirpazione della vegetazione erbacea e di restauro, ma quanto ancora durerà il cantiere? Per tornare all’antico splendore stessa sorte ultimamente è toccata anche all’ex convento dei Padri Celestini, ora Palazzo del Governo, annesso alla stupenda basilica di Santa Croce, ultimo in ordine ad essere velato qualche mese fa. E allora al turista deluso non rimane che accontentarsi di una foto o di leggere un pannello esplicativo, lasciando spazio all’invisibile che con l’immaginazione può diventare visibile ma che di certo non rende giustizia all’arte e all’estro artistico di chi contribuì alla creazione dei nostri monumenti, scolpendo e intagliando merletti e ricami nella tenera pietra.

 

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