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Edoardo Leo reinterpreta l’Otello e lo porta all’UniBa

BARI -Trasmettere, attraverso l’analisi e la rilettura cinematografica di un classico in chiave moderna, un nuovo approccio a un bagaglio di valori fondato sul rispetto per la persona. Violenza di genere, gelosia, maschilismo, anaffettività, razzismo sono tra i principali temi di questa indagine sull’odio. All’Università degli Studi di Bari arriva il regista e attore Edoardo Leo che ha incontrato gli studenti dialogando sui temi che emergono dal suo ultimo film “Non sono quello che sono”, in uscita il 14 novembre, che rilegge la tragedia di Otello di Shakespeare, ambientandola nei primi anni 2000. L’intenzione è anche quella di esplorare il progetto da un punto di vista del linguaggio, le motivazioni sulla scelta di tradurre il testo nei dialetti romano e napoletano e la relazione tra testo letterario e indagine sociologica.

Iago, Otello, Desdemona sono ancora tra noi, una storia senza tempo in cui il bene e il male si mescolano in un vortice di inganni, tradimenti e folle gelosia.

 

 

 

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