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Canosa: intossicati da monossido carbonio, salvati da ossigenoterapia

CANOSA – Salvati dall’ossigenoterapia dell’ospedale San Paolo di Bari dopo un’intossicazione da monossido di carbonio. È accaduto ad una coppia di Canosa, un uomo di 66 anni ed una donna di 63 che avevano acceso due bracieri nella loro abitazione in campagna. I primi sintomi sono comparsi nella tarda serata di giovedì, fin quando la donna ha perso conoscenza e l’uomo è stato colpito da un’improvvisa astenia.

Dopo un primo trasferimento presso il Pronto Soccorso più vicino, i due sono stati trasferiti nel reparto di Medicina Iperbarica dell’ospedale San Paolo, dove sono stati trattati con l’ossigenoterapia. Le loro condizioni sono state stabilizzate e sono migliorate nelle ore successive, ma la terapia proseguirà ad oltranza per evitare ulteriori conseguenze.

«Stiamo riscontrando un aumento delle intossicazioni da monossido di carbonio – spiega la dottoressa Laura Vernotico, responsabile dell’Unità di Medicina Iperbarica del San Paolo – alla base del fenomeno c’è un utilizzo improprio di bracieri e camini, soprattutto in case di campagna».

Soltanto nel periodo natalizio, in occasione delle festività, il nosocomio barese ha registrato dieci casi di intossicazione, escludendo coloro che non si sono recati in Pronto Soccorso e chi non ha avuto bisogno della Medicina Iperbarica. L’équipe medica guidata dalla dottoressa Vernotico raccomanda la massima attenzione nei confronti di un fenomeno ancora troppo sottovalutato.

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