Arresti Bari, Cataldo nega ‘sistema Sandrino’: ‘Nessun illecito’

BARI – Rimanda al mittente ogni addebito, Sandro Cataldo, colui che viene ritenuto dagli inquirenti  la mente del “Sistema Sandrino”, l’organizzazione che secondo la procura avrebbe comprato voti per 50 euro alle amministrative di Triggiano nel 2021 e di Grumo Appula nel 2020, in concomitanza con le elezioni regionali. Cataldo – per il quale è stata chiesta un’attenuazione della misura cautelare – avrebbe risposto, in circa tre ore, a tutte le domande del gip Paola Angela De Santis e dei pm che da giovedì scorso lo hanno posto ai domiciliari insieme ad altre sei persone tra cui il dimissionario sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, anche lui nelle scorse ore ascoltato dagli inquirenti.

Secondo l’avvocato Mario Malcangi, Cataldo – politico da 30 anni – avrebbe messo su la classica campagna elettorale fatta con il porta a porta il che – spiega il legale – “non vuol dire che comporti degli illeciti”. Non esisterebbe, dunque, nessun “Sistema Sandrino”, né tantomeno sarebbe ascrivibile a Cataldo l’acquisto dei voti per 50 euro” ma ci sarebbe solo “un’organizzazione capillare sul territorio”, proprio come ha detto anche l’avvocato dell’ex sindaco di Triggiano, Beppe Modesti, che ha spiegato: “Se ipoteticamente fossero stati comprati tutti i voti, la coalizione di Donatelli avrebbe comunque vinto le elezioni” del 2021 dato “lo scarto talmente grande” con l’avversario.

Insomma, anche la schedatura degli elettori – con le liste trovate dai carabinieri vicino ai cassonetti di torre a Mare – sarebbero “tipici – per Malcangi – della campagna elettorale”.

 

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