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Carcere Taranto, tentativo di rivolta di due detenuti: tensione per unico agente

TARANTO- Hanno tentato di creare il caos e prendere il controllo del nuovo reparto del carcere di Taranto, ma un unico agente della polizia Penitenziaria è riuscito a fermarli: momenti di tensione sono stati vissuti nella serata di ieri, 16 gennaio, a causa di due detenuti che hanno tentato una rivolta.

Ma fortunatamente, il sangue freddo di un solo uomo ha evitato che potesse accadere il peggio. Ed è proprio il sottorganico a provocare la reazione del vice segretario dell’organizzazione sindacale autonoma degli agenti penitenziari, Osapp, Angelo Sciabica, che già il 4 gennaio ha denunciato una situazione al limite del carcere di Taranto. In quella occasione, un detenuto è riuscito a rubare le chiavi a un agente penitenziario e ad aprire le celle degli altri detenuti, in pieno focolaio Covid-19 in atto.

Di seguito, la nota diffusa da Angelo Sciabica sull’evento verificatosi nella serata di ieri nel carcere.

“Nella serata di ieri presso la casa circondariale di Taranto si è evitato il peggio, presso il secondo piano del nuovo reparto due detenuti di origini pugliesi, presumibilmente con problemi psichiatrici e appartenenti alla criminalità organizzata, hanno tentato di impossessarsi della sezione con il chiaro intento di creare caos e azioni in netto contrasto con il regime penitenziario non riuscito per il lodevole comportamento dell’unico agente di servizio che è riuscito non solo a mettere in sicurezza la struttura, ma ha anche consentito il magistrale intervento delle esigue unita presenti nell’istituto che, con non poche difficoltà, hanno riportato in sicurezza il reparto in questione.

“Aggiunge il dirigente sindacale, gli eventi critici e i fatti di cronaca in Puglia, che continuano ad accendere i riflettori sul mondo penitenziario, che si connotano in maniera esponenziale a discapito della Polizia penitenziaria, non possono passare inosservati e noi non vogliamo, come parte sindacale, decantare vittorie territoriali in un contesto penosamente fallimentare. Anzi, ribadiamo con forza la necessità di un cambiamento di rotta e un rinnovamento in tutti i settori che metta la Puglia penitenziaria sui giusti binari, e restituire quei livelli di legittimità e pari opportunità per tutti gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria.

L’ondata dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid-19 che ha messo e sta mettendo a dura prova l’intero paese e in particolar modo la regione Puglia con un’escalation di contagi senza precedenti presso la struttura di Taranto, fanno emergere inevitabilmente i problemi organizzativi e igienico-sanitari che la pandemia aveva già messo a nudo nei mesi precedenti.

“L’istituto tarantino sta attraversando un momento di drammatica criticità per sovraffollamento e carenza organici, più volte rappresentato nelle varie articolazioni dell’amministrazione e senza che siano seguiti interventi. Anzi totale silenzio mentre la Polizia Penitenziaria continua a garantire standard di sicurezza nella totale disorganizzazione e mancanza attenzione della politica e di tutte le articolazioni dell’amministrazione penitenziaria.

Per l’ennesima volta vogliamo far arrivare agli organi di governo e dell’amministrazione Penitenziaria il nostro motivato dissenso per l’assenza di iniziative necessarie in Puglia. Da anni si sottace sulle disastrose relazioni sindacali che nella regione sono state e sono ancora teatro di eventi di particolare gravità, tuttora fonti di preoccupazione e di disagi per gli addetti del Corpo non solo locale. Senza tralasciare l’avvio di violente campagne di denigrazione, tuttora in atto in danno dell’intera Polizia penitenziaria oltre alle facili “strumentalizzazioni” anche da parte di coloro che dovrebbero assumere un ruolo diverso da quello messo in campo nella, purtroppo, triste circostanza e strumentalizzando iniziative sociali.

Per l’ennesima volta, vogliamo far arrivare al ministro della Giustizia Marta Cartabia e al mondo politico tutto il nostro motivato dissenso e invitarli a porre in essere correttivi e accorgimenti, purtroppo, non più rinviabili.

Il nostro plauso agli agenti di polizia Penitenziaria in servizio presso le strutture territoriali, particolarmente a Taranto, che con dedizione professionalità ed accortezza evitano il peggio, nonostante il gravissimo stato, maggiori e più gravi conseguenze. Con difficoltà, continuano a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari, anche in questi momenti di terrificante e straordinaria lotta, oltre alla criminalità, a questo nemico invisibile”.