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Spaccio droga nel carcere, la ricevono con shampoo e sigarette: 12 indagati a Brindisi, Bari e Caserta

BRINDISI- Qualcuno ha ricevuto la droga nella propria cella da amici esterni che hanno lanciato flaconi di shampoo e pacchetti di sigarette. Qualcuno l’ha ricevuta in una busta con cartolina spedita da amici. Altri l’hanno ricevuta “per lancio” in una busta con anche sim e cellulari: dodici persone sono state arrestate all’alba di oggi, 21 gennaio, a Brindisi, Fasano e nelle province di Bari e Caserta.

Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del reparto operativo di Brindisi, coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dai carabinieri dello compagnie di Triggiano, Altamura, Bari San Paolo e Maddaloni, con il supporto del nucleo Cinofili di Modugno (Bari), a dare esecuzione all’ordinanza cautelare applicativa della misura della custodia in carcere, degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora.

Dodici gli individui (uno sottoposto a custodia cautelare in carcere, sei agli arresti domiciliari e cinque all’obbligo di dimora) indagati per la loro attività di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dall’aver commesso i fatti nel carcere di Brindisi. Il gip ha condiviso l’impianto accusatorio formulato nella richiesta di misura dal pubblico ministero.

L’attività d’indagine partita a febbraio 2020 dopo segnalazione agente penitenziario

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dal febbraio 2020 al marzo 2021 dai militari del Nucleo investigativo del reparto operativo di Brindisi, con la preziosa e fattiva collaborazione della Polizia Penitenziaria di Brindisi, trae origine dalle informazioni assunte, proprio dai responsabili della Polizia Penitenziaria brindisina, circa l’introduzione nella struttura carceraria di telefonini, droga e altro.

I cinque episodi di spaccio nel carcere: detenuti ed esterni

L’indagine, effettuata sempre con la costante e attenta guida della Procura, si è sviluppata anche con il ricorso ad attività tecniche e ha consentito di riscontrare chiaramente cinque episodi di spaccio di sostanze stupefacenti a carico di quattro detenuti e otto soggetti esterni alla struttura carceraria. Infatti, sono stati effettuati alcuni riscontri all’interno del carcere che hanno consentito di trovare la sostanza stupefacente (cocaina e hashish).

La sostanza stupefacente è stata introdotta nella casa circondariale attraverso “il lancio” dall’esterno ovvero nascosta in plichi/cartoline destinate ai detenuti e opportunamente modificate per nascondervi la sostanza stupefacente.

Il 26 novembre 2020, alcuni soggetti dell’esterno della citata casa circondariale hanno tentato di introdurre tre grammi di hascisc, nascosti all’interno di una cartolina inserita in una busta destinata a un detenuto.

Il 2 e il 24 dicembre 2020, un 30enne di Brindisi ha lanciato all’interno del carcere, una prima volta, un flacone di shampoo con all’interno cinque grammi di hascisc, e una seconda volta, un pacchetto di sigarette con all’interno due involucri contenenti otto grammi di hascisc e sei grammi di cocaina.

Il 6 gennaio 2021, un 25enne di Brindisi ha lanciato all’interno del carcere un pacco con all’interno due microtelefoni cellulari destinati ai detenuti e trenta grammi di hascisc.

Il quinto episodio riguarda invece un 36enne di Fasano, il quale dopo il suo arresto per altra e diversa attività di spaccio, dal carcere ha impartito disposizioni all’esterno a due soggetti perché provvedessero, come in effetti avvenuto, al recupero e distribuzione di alcuni panetti di hascisc.

È stato altresì accertato, infine, l’uso da parte di numerosi soggetti detenuti presso la Casa Circondariale di Brindisi di numerosi microtelefoni (comprensivi di sim), introdotti all’interno del carcere mediante “il lancio” dall’esterno e il successivo recupero da parte di detenuti lavoranti, che provvedevano alla consegna in favore dei detenuti interessati.

Il tentato utilizzo del drone per il trasporto della droga nel carcere

A causa dei continui sequestri era stata pianificata l’immissione dei telefonini e della sostanza stupefacente mediante l’utilizzo di droni, proposito fortunatamente non andato a buon fine.

A ulteriore riscontro dell’attività svolta, nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate stamani è stata rinvenuta presso l’abitazione di un indagato di Noicattaro, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, un ingente quantitativo di hashish (tre kg. suddivisi in trenta panetti), e quindi il suddetto soggetto è stato anche arrestato in flagranza di tale reato e condotto in carcere.

L’ottima sinergia tra il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Brindisi e la Polizia Penitenziaria di Brindisi ha consentito alla Procura di richiedere ed ottenere le misure oggi eseguite