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Bari-Brescia, Bellomo: “Gol che sa di liberazione. Tanta cattiveria ricevuta, ma sono un uomo forte”

Un gol che sa di liberazione: personale, ma anche dopo un’estate ritenuta pesante. Nicola Bellomo ritrova il sorriso anche se la sua rete è comunque servita a garantire il pareggio contro il Brescia. “Il gol – sostiene – è una liberazione per me, e voglio precisare una cosa. Da questa estate ho sofferto tanto: chi si è divertito nel spalarmi merda adesso si prenda le sue responsabilità (riferimento al caso poi archiviato dalla procura sulle presunte scommesse sulla sua espulsione in Ternana-Bari, che non hanno avuto alcun seguito o fondamento, ndr). Prima del calciatore c’è la famiglia, c’è l’uomo. Per fortuna è andata bene perché ho la coscienza pulita, ma un ragazzo più giovane mentalmente sarebbe stato ammazzato. Ora mi tolgo sassolini dalle scarpe. Mi godo il momento. Peccato solo per il risultato ma stiamo facendo bene. La B insegna che se non vinci non devi almeno perdere. Arriveranno anche le vittorie”.

L’importante è farsi sempre trovare pronti: “Sono a disposizione dell’allenatore, dei compagni, della società. Ho fatto una scelta di vita nel tornare qui. L’anno scorso abbiamo sofferto così come tre anni fa ad un passo dalla Serie A. Il mio ruolo nello spogliatoio? Mi faccio sentire e sono un punto di riferimento. Penso di essere una persona genuina, senza essere lecchino. Parlo in faccia e chi mi conosce sa che persona sono”.

Poi prosegue: “Io mi sono sempre allenato, ho sempre saputo di potermi giocare le mie carte. Oggi è arrivata una rivincita molto grande per me. Ripenso a che a quello che si è detto sul mio schieramento in avanti…sono giudizi dei tifosi, ci può stare. Quando entro in campo devo sempre dare il massimo. Dediche? A mio padre che non c’è più, a mia madre che in questi giorni ha subito un intervento e alla mia famiglia”.

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