Le associazioni dei familiari delle vittime della strada e per la mobilità attiva, impegnate da anni nella lotta per la sicurezza stradale, replicano duramente a Matteo Salvini, ministro dei trasporti, dopo le sue recenti dichiarazioni su una presunta riduzione del 25% della mortalità stradale in sole due settimane dall’entrata in vigore della riforma del Codice della Strada.
“Non si può giocare con i dati sulla mortalità stradale né usare evidenze parziali per fini politici – sottolineano le associazioni, tra cui il Movimento Diritti dei Pedoni APS, FIAB Onlus, Fondazione Michele Scarponi Ets, Legambiente e Rete Vivinstrada -. Le dichiarazioni del Ministro non solo sono fuorvianti, ma dimostrano una preoccupante mancanza di conoscenza sul sistema di raccolta dei dati”.
Le associazioni sostengono il fact-checking condotto da Asaps e dall’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, evidenziando che l’accusa del Ministro di sminuire l’operato delle forze dell’ordine è “pretestuosa”. Da tempo, infatti, si richiedono più controlli e risorse, negati invece dalle politiche governative.
“La riforma del Codice della Strada è un’occasione persa – proseguono –, ha ignorato le richieste delle vittime, ascoltate in Parlamento, ma disattese nei fatti. I tagli alla sicurezza stradale e le misure contro Città30 e autovelox ostacolano ogni sforzo per salvare vite, soprattutto in ambito urbano, dove avviene il 75% delle morti”.
Infine, le associazioni esortano il Ministero a rivedere le politiche attuali, definendole obsolete e incapaci di affrontare il problema alla radice. “Ridurre la velocità e adottare strategie già efficaci in altri Paesi è l’unico modo per salvare vite. Speriamo che la realtà dei dati possa finalmente orientare le decisioni politiche verso una vera sicurezza stradale”.
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