BARI – Il suo errore è stato quello trovarsi sulla linea di fuoco della guerra tra clan Strisciuglio e Capriati per il controllo di Bari Vecchia. A 23 anni da quell’omicidio, Bari non dimentica Michele Fazio, il giovane barista freddato in largo Amendoni, nella città vecchia, la sera del 12 luglio 2001 mentre stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro. A sparare, quella calda sera d’estate, furono proprio i Capriati per vendicare l’omicidio di Francesco Capriati, detto ‘Pomodoro’, compiuto qualche giorno prima. Il bersaglio sono gli Strisciuglio: il proiettile, invece, centra il giovane Michele. Per il suo omicidio sono stati condannati nel 2005 Francesco Annoscia e Raffaele Capriati, rispettivamente a 15 e a 17 anni. L’esecutore materiale del delitto, Leonardo Ungredda, era stato già freddato nel 2003 in un agguato sul lungomare. E proprio Raffaele Capriati – detto Lello – era tornato in libertà nell’agosto del 2022 ma è stato ucciso il primo aprile scorso, il giorno di pasquetta, in un attentato su via Bari, a Torre a Mare, di cui però non si conosce ancora l’autore.
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