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Foto: Antonellis - Calcio Foggia 1920

Foggia: si chiude un girone d’andata complicato, salvato da Zauri con un guizzo finale

La quiete dopo la tempesta, il sole dopo una notte lunga e faticosa: l’approdo di Luciano Zauri sulla panchina del Foggia è stato questo e molto altro ancora. Arrivato in terra dauna in un momento in cui la squadra rossonera aveva smarrito la sua identità, non otteneva risultati e stava letteralmente precipitando in classifica, il tecnico ex Pescara è ripartito dalle basi e piano piano ha messo su una fortezza che adesso, a distanza di qualche settimana, pare quasi insormontabile.

Quattro vittorie e due pareggi in sei partite con lui sulla panchina rossonera, 14 punti totalizzati sui 18 complessivamente a disposizione, una graduatoria che ora inizia a sorridere e la sensazione di un gruppo che finalmente pare aver ritrovato armonia al suo interno: l’1-0 rifilato al Picerno è stato solo l’ultimo atto di una rinascita vera e propria, partita con la vittoria interna contro la Juventus Next Gen, proseguita con i successi contro Turris e Messina e passata attraverso i comunque preziosi segni X casalinghi ottenuti contro Casertana e Crotone. Questo sì che è tutto un altro Foggia, un Foggia che manda in rete tanti giocatori differenti e che soprattutto subisce pochissimo: quattro i clean sheet e appena due i gol incassati nelle già citate sei sfide sotto la nuova gestione tecnica.

Le difficoltà incontrate nella prima fase con Brambilla e successivamente anche con Capuano appartengono ormai al passato, il girone d’andata quantomeno può considerarsi salvato in calcio d’angolo con un guizzo finale: certo, l’obiettivo resta quello di ritagliarsi uno spazio importante nei playoff e, al momento, è ben distante dall’essere raggiunto, ma con ancora 19 partite da giocare e appena tre lunghezze di margine dalla decima posizione si può quantomeno tornare a pensare in positivo.

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