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Hjulmand in gol a Euro 2024, non dimentica Lecce: “Mi manca”

È un po’ la proprietà commutativa del calcio: a Hjulmand manca il Lecce, a Lecce manca Hjulmand. Attenzione però, Hjulmand manca non tanto “AL” Lecce quanto “A” Lecce, inteso come tifoseria, piazza e terra.

L’affare che vide la scorsa estate il danese trasferirsi allo Sporting Lisbona per una cifra superiore ai 20 milioni di euro fu una memorabile plusvalenza per il club salentino, che in quella casella di campo trovò poi un costante Ylber Ramadani, con Blin pronto a farne le veci quando e se necessario.

Così come i giallorossi non possono lamentarsi dei soldi versati dai portoghesi nelle proprie casse, lo stesso Hjulmand non può di sicuro lamentarsi di una separazione grazie alla quale è riuscito a mettersi in mostra primaa nella massima serie portoghese, poi in Europa League ed ora anche nel campionato Europeo.

La mancanza di cui si parla non è dunque di natura sportiva, bensì umana e di affetto nei confronti di una terra in cui si è diventati ciò che si è ora. Del resto il calcio è così: si può restare e si può andar via, ma chi rispetta una maglia difficlmente verrà ignorato con il passare del tempo.

È esattamente il caso che accomuna Morten Hjulmand e la sua ex squadra, con il centrocampista danese che dopo il gol realizzato giovedì contro l’Inghilterra ha rivelato ai microfoni del Corriere dello Sport di essere ancora tanto legato sia al Lecce che a Lecce: “Mi manca molto. Ho passato un periodo meraviglioso lì e mi manca tutto. Dalla città, alla squadra, passando per gli amici ed il mare”.

Possiamo dunque affermare, senza troppa paura di essere smentiti, che gli italiani andati in gol nel corso di Euro 2024 sono tre: Bastoni e Barella con addosso la maglia azzurra contro l’Albania. Il terzo è un salentino d’adozione, di nazionalità danese.

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