Bari, l’inchiesta Codice Interno arriva in Commissione Antimafia

BARI – “L’ufficio di presidenza della Commissione Antimafia ha deliberato di richiedere gli atti riguardanti l’inchiesta ‘Codice Interno’ di Bari”. Arriva ufficialmente nelle stanze capitoline della Commissione parlamentare Antimafia l’inchiesta della Dda del capoluogo che appena una settimana fa ha portato a 135 misure cautelari tra vertici dei clan baresi, colletti bianchi ed esponenti politici locali e che ha portato a galla una fitta rete di relazioni che avrebbe portato al voto di scambio. Ad annunciarlo, direttamente la deputata Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia che ha sottolineato come “in base a ciò che emerge, la situazione richiede una necessità di un approfondimento. Un approfondimento dei rapporti tra mafia e politica, cosa che faremo senza tentennamenti – ha concluso – nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti”.

Intanto dalle carte dell’inchiesta emerge che l’ex consigliere regionale e avvocato Giacomo Olivieri – tra i personaggi chiave dell’inchiesta insieme alla moglie Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale eletta nel 2019 tra le fila del centrodestra, e a suo suocero Vito, oncologo e già implicato in un’altra inchiesta – avrebbe utilizzato i soldi del 5 per 1000 della sua fondazione Maria Rossi Onlus, per “scopi estranei ai fini istituzionali dell’ente”, scrivono gli inquirenti nelle perizie. In sostanza, la onlus sarebbe stata gestita come fosse “cosa propria, in spregio ai fini istituzionali e sociali per cui era stata costituita”, si legge nelle ordinanze. Le elargizioni sarebbero finite nelle tasche di Olivieri anche per “acquistare (a nome della moglie) l’appartamento in Bari, via Melo. In totale 1,8 milioni sottratti alla Fondazione che sarebbe stata usata come bancomat”.

 

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