Narcotraffico dalla Puglia alla Basilicata: tre foggiani in manette. Oltre 900mila euro l’incasso annuo

POTENZA- Avrebbero rifornito ogni mese di circa 2 chili di cocaina e 4 di marijuana il clan potentino con al vertice Fabio De Nigris, garantendosi un introito annuo di oltre 900mila euro: in carcere sono finiti Matteo La Pietra, 62 anni, e Iryna Vicktorivna Mushiiek, ai domiciliari Lorenzo La Pietra, tutti residenti a San Severo (Foggia).

Nel corso di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza – Direzione distrettuale antimafia – e condotta dai carabinieri del nucleo Operativo e radiomobile della compagnia di Acerenza, collaborati nella fase esecutiva da quelli dei reparti del comando provinciale di Potenza e della compagnia carabinieri di San Severo e Foggia, è stata data esecuzione a una misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Potenza, nei confronti di tre indagati, ritenuti dagli inquirenti indiziati di essere inseriti in contesti di criminalità organizzata di Orta Nova (Foggia) nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio in concorso.

Le misure cautelari rappresentano la fase conclusiva di un’indagine avviata nel marzo del 2021, a seguito degli sviluppi scaturiti da un pregresso procedimento che ha consentito di documentare e disvelare – sempre a livello di gravità indiziaria e salvo restando il principio di presunzione d’innocenza – l’operatività nello specifico settore di un sodalizio composto da soggetti di Palazzo San Gervasio (Potenza), avente base logistico-operativa nel comune lucano, in grado di procurarsi e trafficare cospicui quantitativi di stupefacenti, ricorrendo agli odierni arrestati che di fatto costituiscono le fonti di approvvigionamento del sodalizio del potentino, consentendo agli appartenenti a quest’ultimo di controllare la “piazza di spaccio” di Palazzo San Gervasio (Potenza).

La droga, cocaina e marijuana, è stata distribuita anche in altri comuni, pugliesi e lucani, quali Potenza, Venosa, Tolve, Genzano di Lucania, Acerenza, Ripacandida, San Chirico Nuovo, Avigliano, Banzi, Rionero in Vulture e Spinazzola.

L’organizzazione dedita al narcotraffico: al vertice Fabio De Nigris

Le indagini hanno permesso di evidenziare – a livello di gravità indiziaria – l’esistenza di una stabile organizzazione con al vertice Fabio De Nigris dedita al traffico di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana fornite, in via principale, da soggetti appartenenti alla criminalità organizzata di Orta Nova (Foggia).

In particolare, alle persone arrestate è contestato, sulla base del materiale indiziario raccolto nell’attuale fase investigativa, di avere posto in essere condotte stabili e coordinate al fine di rifornire in via esclusiva il sodalizio, di cui fanno parte ingenti quantitativi di cocaina e marijuana così come fornito da soggetti appartenenti a organizzazioni criminali di Orta Nova.

Lo spaccio è avvenuto anche davanti ai bimbi

Dalle indagini è risultato altresì, a livello di gravità indiziaria, che gli arrestati, con mezzi in loro uso, anche alla presenza di bambini in età infantile, sono stati incaricati per il trasporto e la consegna di stupefacente a Fabio De Nigris e Nicoletta Loviso nelle zone individuate nel comune di Palazzo San Gervasio per il conseguente confezionamento, distribuzione e vendita.

Altre persone, attualmente indagate, hanno fatto da intermediari tra le consorterie e, in tempi disgiunti dalle consegne, hanno curato i pagamenti.

Il monitoraggio capillare dei soggetti inseriti nell’organigramma del sodalizio ha consentito a livello di gravità indiziaria di delinearne i ruoli e i compiti di ognuno con al vertice Fabio De Nigris, quest’ultimo gestore della “cassa” del gruppo, che ha diretto e coordinato le attività dei compartecipi mantenendo i contatti con la citata consorteria dell’arca pugliese per l’approvvigionamento di grosse quantità di stupefacente.

Le attività di indagine, oltre agli arresti odierni, hanno consentito di raggiungere, in totale: 9 arresti in flagranza di reato, 5 fermi di indiziato di delitto. Inoltre, l’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca (ex artt. 321, comma 2 c.p.p., 73 comma 7 bis, D.P.R 309/90) sui seguenti beni tutti riconducibili alla famiglia De Nigris:  due immobili per civile abitazione siti a Palazzo San Gervasio (Potenza), un immobile per attività commerciale sito in Palazzo San Gervasio (Potenza); autoveicolo Suzuki Vitara; autoveicolo Renault Clio; 2 terreni seminativi rispettivamente di aree 71,41 e 72,31 siti in Banzi (Potenza); somma contante di 268.300 euro in banconote di vario taglio ritenuti, sulla base di gravi indizi, profitto, prodotto o cose che servono o sono state destinate a commettere il reato, già sequestrati nel marzo 2021 con finalità probatorie all’esito delle perquisizioni eseguite a carico degli indagati e il cui valore è stato stimato pari a circa 548.000 euro.

Dall’analisi dei traffici monitorati e documentati nel corso delle investigazioni è emerso, a livello di gravità indiziaria, come il gruppo criminale acquistasse ogni mese, complessivamente, circa 2 chili di cocaina e 4 di marijuana, garantendosi un introito annuo di oltre 900mila euro.

 

 

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