0 Condiviso 1384 Visto

Xylella | Gioventù Nazionale Lecce: “Ancora ritardi, ancora fermi”

Il dramma della Xylella tocca davvero tutti, anche i giovani, quelli che si vedono morire il futuro tra le mani consapevoli che l’agricoltura sarebbe stata l’alternativa alla mancanza di lavoro al Sud. A parlare è Matteo Cosi, di 19 anni, referente Gioventù Nazionale di Montesano.

Nel Salento i numeri sono drammatici: agricoltori senza reddito da 7 anni e la filiera dell’olio extravergine di oliva ha visto andare in fumo 5 mila posti di lavoro” scrive Così.

Rimane grave il fatto che non sia stato ancora liquidato alcun aiuto pubblico che avrebbe dovuto consentire agli agricoltori di ricominciare a lavorare e a produrre.
Il tempo passa e siamo lontani anni luce da quella che dovrà essere la nostra capacità produttiva. Le risorse scarseggiano, le imprese falliscono, l’agricoltura muore.

Ricordiamo ancora le dichiarazioni di un Presidente, quello Regionale, – prosegue Cosi – che un anno fa, in piena campagna elettorale, nel corso di una diretta Facebook affermava: «siamo riusciti a fermare il batterio e da quattro anni la xylella è ferma in Puglia. Caso vuole che io sono presidente da 4 anni».
Dichiarazione che offende migliaia e migliaia di coltivatori, aziende agricole, frantoiani, vivaisti, operatori turistici, cittadini di un territorio che assistono, da anni, a questo scempio e che ancora ad oggi non hanno avuto aiuti concreti, come i 40 milioni di euro utili a espianti e reimpianti ancora frenati dalla burocrazia e dai ricorsi.

Anche noi ci associamo alle richieste di Coldiretti Puglia: serve nuovo Piano che rilanci gli investimenti di riconversione produttiva e che crei una cabina di regia per realizzare la programmazione e l’attuazione degli investimenti previsti per gli Enti”.

A conclusione della lettera Cosi sprona ancora una volta il governatore Emiliano. “Presidente, lei è di nuovo lì, comodo su quella poltrona e noi, quasi all’inizio di ciò che doveva essere un nuovo anno di raccolta, siamo qui ancora una volta a ribadire che non abbiamo per niente bisogno di piccoli interventi fantomatici nei soli e soliti “periodi pre elezioni”.
Non vogliamo più slogan.
Ma, pretendiamo.
Pretendiamo sì, di invertire la marcia, di intervenire rapidamente dando la possibilità alle aziende locali di curare le attività grazie a degli incentivi in modo da ripulire il terreno ormai deserto e di ridare vita ad un territorio stufo, stanco di ciò che accade costantemente da un decennio circa”.