0 Condiviso 1128 Visto

Taranto, Sound Department: vietato accesso al bagno donne a ragazza trans

TARANTO- Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Roberta Frascella, vicepresidente del comitato territoriale Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, in cui denuncia il fatto relativo al divieto di accesso nel bagno delle donne a una ragazza trans nella discoteca Sound Department.

“Si tratta di un gesto estremamente grave, e anche se agli occhi delle persone ci s può apparire insignificante, le implicazioni sono legate alla sfera intima ed emotiva delle persone e vanno ad aggiungersi al carico delle continue microaggressioni e del minority stress a cui le persone che si discostano dall’ideale ciseteromonoallonormativo sono abituate.

Siamo abituatз, sin dall’infanzia, a separare i bagni tra maschi e femmine: come nei più riusciti circoli viziosi, questa separazione è figlia di un sistema culturale che concepisce il genere come binario e fisso, ma è altrettanto generatrice di questo stesso sistema, che se ne alimenta avidamente. In un mondo che considerasse le persone in quanto tali o che comunque non ritenesse alcune categorie intrinsecamente negative rendendole oggetto di discriminazione, non avremmo bisogno di dividere i bagni tra uomini e donne, avremmo i bagni per le persone e le loro necessità universali. Ma questo è un obiettivo ancora lontano da raggiungere, per cui lavoriamo costantemente con ogni singolo gesto rivoluzionario nella vita quotidiana.

Il gesto compiuto dal personale del Sound Department ci informa di una mancanza di rispetto nei confronti dell’autodeterminazione delle persone e della carenza di educazione affettiva e di genere che dilaga nella nostra società, a partire dal sistema educativo. Altrimenti, sapremmo che l’espressione di genere o il sesso assegnato alla nascita non sono elementi su cui basare le nostre conclusioni sull’identità di genere di chi abbiamo di fronte e pertanto fondamenti delle nostre discriminazioni.

Inoltre, l’accaduto mostra in modo lampante quanto la tanto agognata inclusività, o meglio convivenza delle differenze, non possa essere un pretesto per fare una qualsiasi pratica di washing, proponendo un’accoglienza della comunità Lgbtqiapk+ soltanto formale, ma che manca di un impegno concreto e costante nell’abbattere i pregiudizi e nel creare un safe space per chi costantemente, nel quotidiano, si misura con un mondo ancora ostile nei suoi confronti.

Non è sotto attacco il Sound Department, perché queste discriminazioni e violenze avvengono ovunque, ma sta a noi riconoscerle, denunciarle e pretendere di più affinché chiunque, indipendentemente dalla sua identità di genere o da qualsiasi altra caratteristica, possa vivere a pieno la propria vita e autodeterminarsi.”