Treno del Milite Ignoto fa tappa a Matera: grande partecipazione alla stazione di Grassano

MATERA- Grande presenza di pubblico nella serata del 20 ottobre nella stazione di Grassano Garaguso-Tricarico ad accogliere l’arrivo del Treno del Milite Ignoto 2022, giunto in perfetto orario sul binario 1 sulle note della celebre “Marcia del Piave” eseguita dalla Banda di Garaguso.

Il prestigioso convoglio, con a bordo una mostra itinerante che racconta il viaggio compiuto nel 1921 dal Treno della Memoria per trasportare la salma di un soldato caduto e non identificato da Aquilea a Roma, dove venne sepolto nel sacello all’Altare della Patria con i massimi onori militari, è stato allestito nella caserma del Genio ferrovieri ed è partito lo scorso 5 ottobre da Castelmaggiore alla volta di Trieste, in un viaggio di oltre cinque mila chilometri isole comprese, per poi raggiungere la Capitale il prossimo 4 Novembre.

Una sosta ufficiale aggiuntiva quella della stazione di Grassano-Garaguso- Tricarico, rispetto alle 17 canoniche già previste, resa possibile grazie all’accoglimento favorevole, da parte dello Stato Maggiore della Difesa e delle Ferrovie dello Stato, con il supporto della Fondazione FS, della richiesta inoltrata mesi addietro dal presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, dal sindaco della Città di Matera, Domenico Bennardi e dall’assessore alla Mobilità Michelangelo Ferrara.

La cerimonia commemorativa ha visto prendere parte e intervenire, con gli onori del caso, il prefetto della Città di Matera, Sante Copponi, forze dell’ordine, associazioni civili, militari, ecclesiastiche, combattentistiche, rappresentanze degli istituti scolastici ed una folta affluenza di cittadini, giunti da tutti i comuni del territorio della Provincia Materana.

Un segnale di forte unità e coesione sociale e territoriale, nel prosieguo del percorso iniziato un anno fa, quando i comuni della provincia di Matera stipularono il Patto di Amicizia “Sulle Orme del Milite Ignoto” dopo aver aderito alla proposta dell’Anci Nazionale di conferire la cittadinanza onoraria a quel “Fante senza nome” che riposa ai piedi della dea Roma nel complesso monumentale del Vittoriano.

Un momento particolarmente sentito e toccante che fa seguito a quella celebrato nello scorso mese di maggio a Roma con grande emozione, quando le rappresentanze istituzionali della provincia di Matera, assieme all’Anci Basilicata ed alle associazioni combattentistiche e d’Arma, si recarono a depositare una corona di alloro sulla Tomba del Milite Ignoto in ricordo dei nostri conterranei partiti e mai più tornati.

1903 concittadini caduti sul fronte bellico durante la Grande Guerra, di cui: 68 provenienti da Accettura; 19 da Aliano; 104 da Bernalda; 9 da Calciano; 24 da Cirigliano; 31 da Colobraro; 12 da Craco; 107 da Ferrandina; 11 da Garaguso; 21 da Gorgoglione; 123 da Grassano; 39 da Grottole 96 da Irsina; 278 da Matera; 57 da Miglionico; 75 da Montalbano Jonico; 77 da Montescaglioso; 42 da Nova Siri; 20 da Oliveto Lucano; 161 da Pisticci; 61 da Pomarico; 60 da Rotondella; 53 da Salandra; 28 da San Giorgio Lucano; 34 da San Mauro Forte; 112 da Stigliano; 100 da Tricarico; 55 da Tursi; 28 da Valsinni. Tra questi rientrano altresì i caduti provenienti da Policoro e da Scanzano Jonico che all’epoca non erano Comuni autonomi, ma parte di altri paesi.

Nel salutare gli intervenuti, significative le parole del sindaco di Matera Domenico Bennardi, il quale ha ricordato la figura e il valore morale del Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti e sottolineando che “il doveroso ricordo e tributo d’onore ai caduti non è l’esaltazione della guerra, causa solo di dolorosi lutti e distruzioni, ma un monito a tutte le giovani generazioni affinché non si ripetano gli errori del passato”.

Rivolgendosi nel suo discorso in modo particolare alle giovani generazioni, Michelangelo Ferrara, assessore alla Mobilità del comune di Matera, ha messo in evidenza come “il Milite Ignoto rappresenta una storia da far riscoprire soprattutto ai giovani per mantenere vivo il ricordo e la riconoscenza verso i caduti di tutte le guerre che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a costruire l’unità nazionale e il concetto di Patria, affermando e difendendo i principi della nostra Costituzione. Un pensiero particolare è altresì rivolto a coloro tutt’ora impegnati nelle missioni di pace”.