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Terapie intensive sotto 3mila,’immunità gregge lontana’

L’Istituto superiore della Sanità invita tutti a mettere le mani nell’acqua fredda. Le velleità di gettarsi alle spalle il lockdown di alcuni governatori mal si conciliano con la cautela e la gradualità delle riaperture. Cautela, ripetono, passo dopo passo anche se le cifre dicono il contrario. Per la prima volta dal 20 marzo si riducono le terapie intensive, il pericolo del collasso della sanità pubblica sembra allontanarsi sempre di più, il numero dei pazienti guariti raddoppia. Non manca il dato più angosciante, quello delle vittime. 22.170 morti sono un massacro ma anche in questo caso l’incremento sembra cedere il passo ad un cauto ottimismo. Pensare di avercela fatta è pericoloso. Secondo gli scienziati solo il 5 – 10 per cento degli italiani sarebbero entrati in contatto col virus. E questo fa capire che ad essere immuni sarebbero al massimo 6 milioni contro altri 54 completamente ‘scoperti’. E se il 90 per cento della popolazione non conosce il virus la famosa “immunità di gregge” non l’abbiamo. Dunque, fanno capire gli scienziati, ll pericolo è sempre dietro l’angolo per 9 italiani su dieci. Ripartire può essere pericoloso se non con la certezza di mettere in campo tutto il possibile al fine di contenere il virus la cui circolazione, ad alta, media e bassa intensità ha diviso l’Italia in tre.