Taranto: Raccolta differenziata arriva in carcere

Incentivare e potenziare la raccolta differenziata all’interno della Casa circondariale di Taranto e sensibilizzare la popolazione detenuta sull’importanza di conferire in modo corretto. Incontro tra il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli, il direttore dell’istituto Luciano Mellone, Elena Vetrano comandante di reparto della polizia penitenziaria, l’ing. Barbara Panunzio funzionario tecnico del ministero della Giustizia e responsabile settore tecnico edilizia penitenziaria della Casa circondariale di Taranto.

Effettuati sopralluoghi nelle zone maggiormente sensibili alla produzione di rifiuti, come mense, bar e locali adibiti alle pulizie, verranno dotate con una maggiore fornitura di carrellati per la raccolta differenziata ed è stato distribuito materiale informativo da diffondere, con indicazioni utili per migliorare il conferimento.

L’obiettivo è potenziare la differenziazione dei rifiuti e gettare le basi per un’intesa tra Comune di Taranto, Kyma Ambiente e la direzione dell’istituto penitenziario, che possa prevedere premialità per gli esempi virtuosi in tema di raccolta. Mettere a disposizione dunque strumenti e attrezzature che possano servire alle varie attività che vengono svolte all’interno della Casa circondariale di Taranto.

Il commento di Giampiero Mancarelli, presidente di Kyma Ambiente: «Un’importante sinergia con la Casa circondariale, una struttura in cui sono presenti centinaia di persone e rappresenta una vera città nella città. I protagonisti saranno proprio i detenuti che hanno già mostrato partecipazione e coinvolgimento nell’essere parte attiva del progetto. Siamo orgogliosi di questa collaborazione e della possibilità di fornire un contributo per migliorare la qualità della vita al suo interno. Un’altra azione a favore dell’ambiente, così come da impulso dell’amministrazione Melucci. Ci siamo confrontati su un progetto di ulteriore intesa che possa prevedere premialità per incentivare la raccolta differenziata e abbiamo raccolto subito entusiasmo e adesione».

L’ing. Barbara Panunzio ha dichiarato: «Abbiamo fortemente voluto questo progetto e grazie alla direzione della Casa circondariale e alla disponibilità del Corpo di polizia penitenziaria oggi è realtà. Abbiamo ben tre mense in questa struttura e quindi è immaginabile come si produca una grande quantità di rifiuti che hanno bisogno di essere differenziati. Siamo soddisfatti nel fornire il nostro contributo al miglioramento delle condizioni ambientali e siamo certi che questa collaborazione aumenterà verso un’intesa ancora più ampia. Abbiamo già raccolto la disponibilità del direttore dell’istituto verso l’istituzione di un protocollo d’intesa con gli enti interessati, che possa potenziare ulteriormente questo progetto».