Taranto: Giove, dubbi sul nuovo stadio ‘Cattedrale nel deserto’

A Massimo Giove, presidente del Taranto, il progetto del nuovo Iacovone non convince. Per il numero uno rossoblu rischia di diventare una “cattedrale nel deserto” costringendo i tifosi “a un lungo esilio”. Parlando con il Corriere dello Sport, Giove è abbastanza diretto sulla nuova struttura che sorgerà al rione Salinella: “Una cattedrale nel deserto che sfratterà la nostra tifoseria per tre anni”.

Il presidente si pone una questione: “Perché abbattere la struttura esistente? Lo Iacovone va ristrutturato intervenendo per gradi: faccio il costruttore e di queste cose me ne intendo, anche se non sono stato invitato alla presentazione del progetto, neanche come Taranto Calcio. Si eviterebbe uno sperpero di soldi pubblici da destinare alla realizzazione di altri impianti in una città che registra carenze nel settore”.

Giove ha dubbi sulla realizzazione in tempi brevi del progetto: “Come immagino il nuovo Iacovone? Non lo immagino perché ho forti dubbi possa essere realizzato nei tempi previsti. Immagino, invece, il futuro del Taranto e dei suoi tifosi espropriati del loro stadio: si parla di tre anni, tre stagioni praticamente senza pubblico. Dove andremo? Francavilla Fontana ha un campo piccolo rispetto al nostro numero di spettatori. Bari è improponibile per la rivalità esistente. Con questa decisione, il sindaco ha decretato che i tifosi non potranno più vedere giocare il Taranto nella loro città”.

“Non è detto poi – conclude Giove -, che il nuovo Iacovone sarà la casa del Taranto. Un impianto simile richiederà canoni di locazione che una società chiamata a rispettare bilanci e budget potrebbe non permettersi. E poi, se posso permettermi una battuta e giocare di fantasia: immaginiamo che il Taranto arrivi in A, con 16mila posti i nomi di chi potrà accedere saranno estratti a sorte?”.