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Taranto, la storia della guerriera Martina affetta da diabete. “Babbo Natale, aiuta tutti i bimbi”

TARANTO- “Caro Babbo Natale, raccontare quello che mi è accaduto non è semplice, l’anno scorso in un periodo non proprio come tanti ho cominciato ad avere tanta sete, facevo tanta pipì e ho cominciato a perdere peso, molto, ma molto velocemente”: inizia così la lettera per Babbo Natale di Martina, una guerriera di 10 anni di Taranto, che ha scoperto di essere affetta da diabete a soli 9.

“Qualcosa nel mio corpo è cambiata, ho avuto tanta paura, non avevo mai visto la mia mamma e il mio papà piangere: da quello che ho capito il mio pancreas è come se si fosse rotto. Ha smesso di funzionare. Per sempre, irrimediabilmente. Non produce più insulina e quindi devo usare una specie di penna con un aghetto per iniettarmi l’insulina quando mi serve” racconta la coraggiosa Martina che ha imparato a conoscere e ad affrontare con responsabilità e serenità un evento che ha sconvolto la sua vita, dimostrando di saperlo gestire bene.

La storia di Martina è simile a quella di tanti altri bimbi e bimbe che insieme alla propria famiglia devono affrontare un grande cambiamento nella vita di tutti giorni. Cambiamento che, con l’appoggio e il conforto delle persone giuste, si accetta per non peggiorare il proprio stato di salute e per poter vivere bene come tutti gli altri.

Dopo la scoperta del diabete, l’incontro con gli “angeli”: i medici di Bari

“Quello che temevo era tornare tra i miei compagni, avevo paura dei loro sguardi” scrive Martina confidando e riflettendo sul momento in cui, terminato il lockdown, dalla quinta elementare avrebbe frequentato la prima media e incontrato nuovi amici.

“Mentre ero nell’ospedale Giovanni XXIII di Bari ho dovuto studiare ogni giorno su come funziona il mio corpo e i miei angeli, i medici Maurizio Del Vecchio ed Elvira Piccinno mi hanno spiegato come comportarmi quando il mio amichetto Mr D mi fa delle sorprese perché lui è un birichino, sai. Il diabete di tipo 1 è molto diverso da quello dei vecchietti, non viene perché mangi troppe caramelle. Viene e basta: come avere in mano un palloncino e devi sempre stare attenta affinché non voli né troppo alto né troppo basso. I miei genitori erano preoccupati: come avrei fatto a scuola, chi mi avrebbe aiutata se qualcosa non fosse andata bene? Potevo tornare a fare sport?” si è domandata la guerriera Martina.

Il conforto dell’associazione Agd (Aiuto bambini e giovani con diabete)

“E allora un altro angelo, Lucia della Agd (associazione di aiuto a bambini e giovani con diabete) con il mio amico Lino di “Lino e il diabete” ha fatto un incontro con tutti i miei professori e insieme ai miei medici del cuore ha spiegato tutto quello che avevo studiato. Poi in classe ho spiegato ai miei amici quello che mi era successo e loro curiosi, ma mai invadenti, mi sono vicini quando devo fare la mia insulina. Chissà, magari tra loro c’è il futuro medico che scoprirà la cura definitiva. Io ci spero tanto” scrive Martina, incrociando le dita, e stringendo forte la sue braccia il peluche Lino.

La sensibilità dei compagni di classe e della preside

“La preside Bianca De Gennaro della mia scuola, l’istituto Giannone di Pulsano, ha messo nella mia aula un armadietto con le caramelle e il glucagone che serve nel caso in cui non dovessi sentirmi proprio bene. Così ogni giorno posso contare sul mio medico Gigi Laterza sul mio amico-dottore Piero Peluso e su Angela che è sempre tanto cara e disponibile. Son tornata a giocare a pallavolo e con le mie inseparabili amiche Giorgia e Bianca ci divertiamo un mondo. Mamma e papà son tranquilli perché Giordana e tutto lo staff della Amatori Volley Pulsano è sempre attento e disponibile. Anche lì, per la gioia di tutti, c’è un sacco enorme di caramelle che posso usare se non sto bene” scrive ancora Martina che è tornata a praticare il suo sport preferito da sempre.

“Io ti chiedo, babbo Natale, che tutti i bimbi affetti da patologie incontrino delle persone meravigliose come quelle che ho incontrato io, che rendano meno doloroso questo peso che ci portiamo addosso perché è vero che noi siamo guerrieri ma è anche vero che l’Amore aiuta sempre”, conclude Martina nella lettera che ha scritto per Babbo Natale e per tutti gli insegnanti, le famiglie e i bimbi che affrontano un grande cambiamento nelle proprie vite. D’altronde, come dice Martina, è semplice come tenere in mano un palloncino, “non deve andare né troppo in alto, né troppo in basso”.