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Ssc Bari | I tanti motivi di un fallimento

Il sentimento è quello di sconforto misto a liberazione da una stagione dannata. Non sempre il budget milionario è sinonimo di successo e di raggiungimento degli obiettivi. Con poche idee, scarsa programmazione e una squadra che si è rivelata un gruppo di undici giocatori con la maglietta dello stesso colore il Bari è andato incontro ad una delle sue annate più infauste. Quarto posto in campionato, eliminazione al primo turno dei playoff nazionali per mano della FeralpiSalò, formazione ambiziosa ma nemmeno lontanamente paragonabile ai biancorossi per potenzialità economiche e blasone. Non ha portato frutti lo stravolgimento estivo, che ha portato via da Bari mister Vivarini sostituito con Auteri, presentato come specialista della categoria ma incapace di tirare il meglio dai suoi, non è servito dar via giocatori come Schiavone, Kupisz, Folorunsho, Terrani, Ferrari, Berra, Laribi e Costa solo per citarne alcuni, sostituiti dai vari Semenzato, Candellone, Lollo, De Risio, Celiento e Minelli e, diciamocela tutta, anche Romairone non ha fatto meglio di quel tanto bistrattato Scala, anzi. Non ha portato frutti tenere in squadra giocatori provenienti dalla Serie B, che non si sono riusciti a calare nella categoria. Ha deluso anche Mirco Antenucci, giocatore di caratura nettamente superiore a quella degli altri, ma che nei momenti più importanti si è eclissato al pari dei suoi compagni di squadra, annegando insieme a loro al posto di tenerli per mano e portarli fuori dalle sabbie mobili. Che si fa ora? Per un campionato di vertice mancano almeno quattro/cinque pedine, che siano uomini prima che calciatori, che compattino il gruppo e facciano squadra, non intesa come calciatori che giocano per la stessa società, ma come un insieme che rema tutto dalla stessa parte, di gente che magari si fa in quattro per rimediare all’errore del compagno e che sappia cosa significa giocare un campionato di Serie C per vincerlo. Il compito del nuovo direttore non sarà semplice, partire da una base di 27 giocatori per fare una rosa di 24, con contratti onerosi da smaltire ed esuberi da piazzare. Visti i presupposti, augurargli in bocca al lupo sarebbe quantomeno riduttivo.
Flavio Insalata
Credit photo: Emmanuele Mastrodonato