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Scu, omicidio Lipollis: quattro persone in carcere

MESAGNE- Comminati 30 anni di reclusione a Emanuele Guarini e Antonio Epicoco, 20 anni a Marcello Cincinnato e undici anni a Tommaso Belfiore: è stata decretata la verità per i familiari di Nicolai Lippolis, ucciso nel settembre 1998 a Bar, in Montenegro, per logiche delle vendette interne alla Sacra corona unita.

Marcello Cincinnato

Antonio Epicoco

 

 

 

 

 

 

 

 

La pronuncia degli ermellini è arrivata il 19 ottobre 2021 e i carabinieri della stazione di Mesagne e di Tuturano hanno dato esecuzione agli ordini di carcerazione per Marcello Cincinnato, 54enne di Mesagne e Antonio Epicoco, 47enne di Tuturano, trasferiti nel carcere di Brindisi.

L’omicidio di Nicolai Lippolis

Le ossa di Nicolai Lippolis sono state scoperte il 7 ottobre 2009 a Bar, in Montenegro, terra che negli anni Novanta è diventata rifugio per gli uomini in fuga della Sacra corona unita. È stato l’esame del dna a darne conferma, dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia circa le modalità di esecuzione dell’omicidio: “In concorso tra loro e con Eugenio Carbone, deceduto, cagionavano la morte di Lippolis, colpendolo con un piccone e con colpi di arma da fuoco, per poi seppellirlo in una fossa appositamente scavata”, si legge nel capo di imputazione del processo d’appello bis. “Cincinnato e Leo avendo convinto e determinato Carbone e Belfiore a punire Lippolis, Belfiore incaricato Epicoco, suo affiliato, che unitamente a Guarini eseguiva l’omicidio”.

L’eliminazione di Nicolai Lipollis è avvenuta perché “in più occasioni Lippolis aveva contravvenuto alle regole del sodalizio spacciando sostanze stupefacenti senza il consenso e partecipando alla commissione di furti estranei al programma criminoso del gruppo e infine rubando un’Audi 80 di proprietà di Cincinnato”.

Gli imputati furono arrestati il 14 ottobre 2013, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Lecce chiamata Zero, su una serie di fatti di sangue inquadrati nelle dinamiche interne alla Scu. Cincinnato, Epicoco e Guarini furono scarcerati per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare il 19 aprile 2018.

Belfiore era già libero e per tutti venne disposto l’obbligo di firma, come unica misura di limitazione della libertà personale, in attesa della sentenza. Sentenza definitiva arrivata il 19 ottobre da Roma, che ha decretato 30 anni di reclusione a Emanuele Guarini e Antonio Epicoco, 20 anni a Marcello Cincinnato e undici anni a Tommaso Belfiore.