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Grottaglie, sciopero nello stabilimento Leonardo: “Chiediamo salvaguardia salariale”

GROTTAGLIE – “Siamo in sciopero perché Leonardo continua a essere ambigua e a non prendere la decisione di comportarsi da “OneCompany””: è un post pubblicato sulla pagina facebook di Luigi Bennardi, Rappresentanza sindacale unitaria Uilm dello stabilimento Leonardo di Grottaglie, correllato dalle foto degli operai che protestano nello stabilimento come nel dipinto “Il quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

“Per noi la priorità rimane la salvaguardia salariale: riteniamo inaccettabile che la crisi che stiamo attraversando sia a carico dei lavoratori perché l’azienda può ricorrere a delle soluzioni alternative, proposte più volte dalla Rappresentanza sindacale unitaria”. Si sta verificando in queste ore, uno sciopero a braccia conserte per presidiare lo stabilimento Leonardo di Grottaglie, dopo lo svolgimento di un’assemblea.

Le motivazioni dello sciopero

Il 15 ottobre si è svolto un incontro sindacale tra l’Human Resources di sito e la Rappresentanza sindacale unitaria Rsu Leonardo Grottaglie, in previsione della ripresa prevista per il 20 ottobre.

L’azienda ha illustrato il dettaglio per ciascun reparto dei lavoratori che saranno previsti in presenza o in vuoto lavoro. La Rsu, in base alle notizie ancora ufficiose emerse nei giorni precedenti l’incontro, circa ulteriori pesanti rallentamenti comunicati dal cliente Boeing, ha richiesto delucidazioni in merito al piano di produzione e consegne da oggi fino a fine anno.

L’azienda non ha dato alcuna risposta in merito, rinviando la discussione a “data da destinarsi”. Per la Rsu queste informazioni devono essere comunicate prima della ripresa delle attività.

Con la ripartenza dello stabilimento, seguendo l’attuale piano di produzione Z52, in conseguenza dei rallentamenti che Boeing ha comunicato nei mesi scorsi e che hanno generato un considerevole buffer di fusoliere, gli operai rischiano che un’ulteriore produzione comporterebbe un aumento di sezioni a magazzino. Ciò andrebbe a incidere negativamente sui volumi da produrre nel 2022, generando, di conseguenza, un incremento notevole delle giornate di vuoto lavoro per il prossimo anno (oggi mediamente pari a 118 giornate).

Secondo la Rsu, quanto detto è ancor di più preoccupante alla luce dello strumento che l’azienda avrebbe individuato per la gestione del vuoto lavoro per l’anno 2022.

Pertanto, per la Rappresentanza sindacale unitaria Leonardo Grottaglie è inaccettabile che la crisi che si sta attraversando sia a carico dei lavoratori, sempre più isolati nei fatti dalla “OneCompany”.