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Roma | L’Isola che non c’è incontra “Italo”

Mercoledì 21 luglio, alle 12,30, una delegazione formata da autorevoli rappresentanti della Fondazione L’isola che non c’è sarà ricevuta a Roma (Viale del Policlinico, 149/b) dall’Ad di “Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori”, ing. Gianbattista La Rocca.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sottoporre alla attenzione della società Ferroviaria le opportunità di sviluppo del servizio sulla intera linea Adriatica.
La delegazione sarà composta da:
Filippo Anelli, Presidente nazionale Ordine dei Medici;
Vito Bruno, Direttore Generale Arpa Puglia;
Emanuele Degennaro, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Università Lum;
Pino Gesmundo, Segretario Generale CGIL Puglia;
Franco Giuliano, Presidente onorario L’Isola che non c’è.

Sull’argomento treni la Fondazione ha anche elaborato una proposta di riduzione del pedaggio ferroviario sulla linea adriatica.
“Premesso che sulle linee ferroviarie tradizionali, e in particolare sulla dorsale Adriatica:
1. come evidenziato da studi trasportistici*
, le tariffe reali (costo biglietto al km) risultano
spesso più elevate rispetto alle tratte servite dall’Alta Velocità, considerata l’assenza di
concorrenza, la minore offerta e quindi la scarsa disponibilità di sconti e riduzioni
nell’arco della giornata;
2. la velocità commerciale media dei treni a lunga percorrenza Lecce-Bari-Milano è di circa
115 km/h;
3. la qualità del materiale rotabile utilizzato lascia spesso a desiderare;
CHIEDIAMO
in attesa del completamento dei progetti di velocizzazione e della realizzazione dell’Alta
Velocità sulla linea Adriatica (Lecce-Bologna), che il governo adotti – come è stato proposto
lo scorso anno da alcuni parlamentari campani e lucani per i treni Frecciarossa e Italo che
proseguono a sud di Salerno, ad esempio fino a Reggio Calabria – un provvedimento per
ridurre o eliminare anche sulla dorsale Adriatica il pedaggio che le Imprese Ferroviarie
pagano a RFI, limitatamente ai treni realmente veloci che percorrano l’AV Torino-MilanoBologna e proseguano sulla direttrice Adriatica fino a Bari e Lecce.
Questo consentirebbe maggiore concorrenza sul mercato in quanto creerebbe le condizioni
affinché Trenitalia possa aumentare da subito il numero dei Frecciarossa da e per la Puglia, e
Ntv-Italo (a fronte di un risparmio consistente sul pedaggio) possa avviare collegamenti che
percorrano la linea AV Torino-Milano-Bologna e raggiungano Bari e Lecce, con poche
fermate intermedie e tempi di percorrenza ridotti al minimo:
– Milano-Bari in circa 6 ore e 30 minuti;
– Milano-Foggia in circa 5 ore e 30 minuti;
– Milano-Termoli in circa 4 ore e 45 minuti;
– Milano-Pescara in circa 4 ore.
Si tratterebbe di un concreto intervento perequativo nei confronti dei territori del centro-sud
e dell’area adriatica, dove è mancata la realizzazione dell’infrastruttura AV, che eviterebbe
inoltre l’asimmetria della misura di riduzione del pedaggio proposta a livello politico solo per
la tratta a sud di Salerno.
Non sta a noi suggerire eventuali soluzioni per giungere a questo risultato. Pensiamo però che
si potrebbe – per esempio – reperire i fondi necessari incrementando il pedaggio sulle tratte
AV più remunerative, sulle quali negli ultimi anni si è registrato un incremento enorme del
numero di collegamenti venendosi a creare una grave sproporzione di servizi rispetto agli altri
territori (si ricorda fra l’altro che nel 2008 i treni ETR 500, oggi Frecciarossa, furono tolti alla
Puglia, tratte Lecce-Milano e Lecce-Torino, per essere trasferiti sulle linee più redditizie del
centro-nord e sostituiti con convogli più vecchi).
(*) E. Cascetta – “Perché TAV”, 2019.Pag. 2
Il provvedimento, oltre a garantire una reale parità di trattamento nei confronti dei cittadini
italiani e dei passeggeri che utilizzano i collegamenti ferroviari lungo la dorsale Adriatica,
servirebbe ad aprire al mercato, a migliorare il servizio e ad aumentare l’offerta.
A riprova, infatti, dell’importanza strategica che la direttrice Adriatica riveste nel sistema dei
trasporti italiano, anche se spesso trascurata o del tutto ignorata nelle sedi delle decisioni, e
degli elevati volumi di passeggeri che la caratterizzano, alleghiamo l’estratto di una ricerca
effettuata sul sito di Trenitalia la sera del 3 luglio, da cui si evince che domenica 4 luglio tutti
i treni circolanti sulla linea Bari-Milano hanno viaggiato al completo, facendo registrare una
totale saturazione dell’offerta ferroviaria, non soggetta a significativi potenziamenti e
velocizzazioni con l’orario estivo diversamente da altre tratte, ed un conseguente incompleto
soddisfacimento della domanda di trasporto.