Sacra corona unita, il narcotraffico resta il core business. Pax mafiosa e ascesa nuove leve

BRINDISI- Come per il passato, il core business della Sacra corona unita resta il narcotraffico di stupefacenti che rappresenta la principale forma di finanziamento per i clan brindisini e le nuove leve in ascesa: è questa l’analisi presentata dalla Dia (Direzione investigativa antimafia) relativa al primo semestre del 2021.

Inoltre, dalle evidenze di analisi e giudiziarie raccolte nel semestre emergono collegamenti con il Paese delle Aquile che grazie alla vicinanza geografica viene privilegiato per l’approvvigionamento di grossi carichi di droga.

Le organizzazioni criminali brindisine continuano a dimostrare particolare efferatezza nella commissione dei reati contro il patrimonio in particolare nei furti di mezzi agricoli e auto che “venivano smembrati al fine di reimmetterne le parti sul mercato nero dei pezzi di ricambio o per essere assemblati in autoveicoli così risultanti “puliti” o restituiti ai legittimi proprietari previo pagamento di somme di denaro a titolo di riscatto, secondo la tecnica del c.d. cavallo di ritorno”.

Le evidenze investigative del semestre hanno ulteriormente comprovato come le storiche consorterie aderenti alla sacra corona unita e attive nel circondario di Brindisi continuerebbero a risentire degli importanti successi investigativi e delle efficaci azioni di contrasto sia preventive, sia repressive attuate dalle forze di polizia e dalla magistratura.

Notevolmente ridimensionati i gruppi Brandi e Romano-Coffa

Nel capoluogo brindisino appaiono notevolmente ridimensionati i gruppi Brandi e Romano-Coffa quest’ultimo colpito nel dicembre 2020 da un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

Il provvedimento ha riguardato un ex contrabbandiere intestatario di numerosi rapporti finanziari, nonché partecipazioni societarie e beni acquisiti con i proventi derivanti dal traffico di stupefacenti e riciclaggio di danaro.

Il clan Morleo, il rifornimento di droga dall’Albania e i furti d’auto

Sempre nel capoluogo i Morleo continuano a operare nel narcotraffico così come confermano gli esiti investigativi dell’inchiesta “Sincro” condotta dai carabinieri il 9 marzo 2021 che ha evidenziato l’operatività di un “consesso associativo” la cui attività illecita ha beneficiato di “un indubbio substrato organizzativo fatto di stabili canali di rifornimento (siti in Albania) e di rete di distribuzione sul territorio” e al cui vertice vi è un pregiudicato considerato elemento di spicco del clan Morleo. Lo stesso ha procurato le forniture di ingenti quantitativi di marijuana e di cocaina destinata alla cessione al dettaglio.

La pax mafiosa tra i gruppi tuturanesi e mesagnesi

Nel territorio provinciale dove le storiche formazioni delinquenziali di tipo mafioso della città brindisina continuano a estendere la propria influenza sembra ancora sussistere la pacifica convivenza dei due schieramenti malavitosi riconducibili ai tuturanesi (gruppo Buccarella) e ai mesagnesi (gruppi Rogoli, Campana, Vitale, Pasimeni e Vicentino), entrambi attivi anche nel capoluogo.

L’influenza dei baresi sullo scioglimento del comune di Carovigno

A nord della provincia sembrerebbero evidenziarsi segnali di una forte influenza di baresi soprattutto nei reati inerenti agli stupefacenti. L’effervescente realtà criminale di quell’area geografica trova riscontro nel recentissimo scioglimento del comune di Carovigno per accertata permeabilità dell’ente ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata. Di rilievo, un’interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Brindisi nei confronti di un’impresa risultata vicina all’organizzazione malavitosa dei Vitale- Pasimeni, nonché un altro provvedimento prefettizio a carico di una ditta collegata a esponenti della sacra corona unita.

Ostuni, scioglimento del comune e interdittiva antimafia

Coinvolti nelle dinamiche di infiltrazione mafiosa risultano anche altri territori della provincia tra cui quello di Ostuni dove un’interdittiva antimafia emessa dal Prefetto ha colpito una società il cui legale rappresentante è risultato legato da vincoli di parentela alla famiglia Prudentino storica componente della Scu e per lungo tempo egemone nel contrabbando dei tabacchi lavorati esteri tra Italia, Croazia, Albania e Grecia. Infatti, per accertare l’eventuale condizionamento dell’azione amministrativa il 26 febbraio 2021 si è insediata presso il comune di Ostuni la commissione di accesso ispettivo nominata dal Prefetto.

Il ruolo strategico del porto di Brindisi per scambi illegali con bacino orientale Mediterrano

Nel semestre in esame sarebbe stato confermato il ruolo strategico del porto di Brindisi per gli scambi illegali non solo con l’area balcanica ma anche con la Grecia, la Turchia e il bacino orientale del Mediterraneo per quanto attiene l’introduzione nel territorio italiano sia di stupefacenti, sia di prodotti di contrabbando contraffatti commercializzate come manifattura “made in Italy” e destinati al mercato comunitario.

Estorsioni e minacce: numerosi in danno di commercianti e funzionari pubblici

Su tutto il brindisino numerosi sono stati gli atti d’intimidazione e di danneggiamento compiuti in danno di commercianti e imprenditori ma anche in pregiudizio di funzionari della pubblica amministrazione o pubblici ufficiali alcuni dei quali per la loro efferatezza probabilmente strumentali a strategie estorsive.