Primo maggio: il Paese deve ripartire dal lavoro

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"Festeggiamo il primo maggio, la festa dei lavoratori, pensando alle tante persone che stanno a casa, che un lavoro non ce l'hanno, alle tante persone che hanno paura di non ritrovarlo alla fine di questa emergenza sanitaria" ma "oggi voglio ricordare anche le tante persone che stanno lavorando nelle corsie degli ospedali, per l'assistenza alle famiglie fragili, per strada per fare i controlli, nei posti in cui quel maledetto virus ci sta costringendo tutti a stare. Questo Paese è e deve essere orgoglioso di loro". Sono le dichiarazioni del sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, che con il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, ha reso omaggio alla lapide di Giuseppe Di Vittorio, in piazza Chiurlia a Bari vecchia. "Abbiamo voluto ricordare la festa del lavoro sotto la lapide di Peppino di Vittorio - ha detto Decaro -, il quale il primo maggio del 1956 chiuse un comizio dicendo che la festa del lavoro doveva essere la festa dell'unità e dell'amicizia e credo che questi sono ancora oggi i valori dai quali dobbiamo ripartire. Dobbiamo avere la forza, come è successo in altre fasi storiche de nostro Paese, di rialzarci e ricominciare a camminare e lo possiamo fare partendo dal lavoro, come dice la nostra Costituzione".

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