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Puglia, il dramma nelle carceri: “interventi non più rinviabili”

PUGLIA – Che la situazione nelle carceri in Puglia sia ormai al collasso, con un numero preoccupante di suicidi di detenuti che fa da contro altare ai sequestri operati all’interno delle case circondariali e alle rivolte registrate in queste settimane, è ormai chiaro. Lo rimarca il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp Pasquale Montesano per cui, in regione, non sono “più rinviabili interventi immediati, dopo le aggressioni a Taranto, Lecce, Foggia e San severo, le brillanti operazioni della Polizia Penitenziaria che hanno portato al sequestro di cellulari e sostanze stupefacenti a Brindisi, stamani un altro evento drammatico un suicidio in carcere a Foggia”.

I suicidi

“Stamani ricorda Montesano – presso la C.C.Foggia detenuto 40.nne di origini potentine definitivo per vari reati ubicato nel reparto Giudiziario si e tolto la vita mediante impiccagione , a nulla e valso l’intervento della Polizia Penitenziaria , episodio che sicuramente conferma la drammaticità del momento di tutto il sistema penitenziario e Foggia , purtroppo, ne e l’emblema e per precise responsabilità politiche e di amministrazione Centrale . Come O.S.A.P.P. sono anni che denunciamo a tutte le articolazioni lo stato di malessere delle strutture pugliesi e le preoccupazioni per le condizioni lavorative e di vivibilità. Le ragioni di tali condizioni sono molteplici e annose e risiedono in primo luogo nella particolare tipologia della popolazione detenuta allocata nelle strutture composta da soggetti appartenenti alle varie “famiglie” associate ad una criminalità organizzata particolarmente attiva e cruenta nella regione Puglia , consociate o discordi tra loro, per una convivenza spesso impossibile all’interno della stessa struttura penitenziaria e comunque di tale virulenza nei comportamenti da assumere addirittura il controllo delle sezioni detentive o dell’intero carcere e mettere in atto clamorose evasioni”.
La carenza di personale
Montesano rimarca anche la carenza di personale di Polizia Penitenziaria, definita “gravissima” per un organico da tempo sottovalutato e sottostimato per una regione, quale la Puglia che presenta il duplice handicap del massimo sovraffollamento detentivo sul territorio nazionale e della diffusa presenza detentiva delle fazioni a maggiore rischio criminale, raggiunge, per gli istituti della Puglia punte di vero e proprio “panico”.

Le aggressioni

Insomma, se i poliziotti sono pochi, i detenuti sono sempre di più. “Il periodo pasquale e stato caratterizzato da numerose aggressioni alla Polizia Penitenziaria da Taranto a Lecce e a seguire Foggia e San Severo , nel contempo i poliziotti hanno messo a segno brillanti operazioni di servizio tra cui a brindisi , rinvenendo cellulari e sostanze stupefacenti. Purtroppo, non trascorre pressoché giorno che gli istituti penitenziari della Puglia non siano triste teatro di eventi critici quali aggressioni, risse e semi-rivolte tali, non solo, da rendere vano qualsiasi tentativo di rendere effettiva la funzionalità istituzionale del carcere, ma anche facendo diventare del tutto precarie e a grave rischio le condizioni di servizio e l’incolumità personale dei locali addetti di Polizia Penitenziaria nonché, per la totale assenza dei prescritti requisiti, la sicurezza interna delle strutture, in Puglia questo sta succedendo per mancanza di direttive precise e assunzioni di responsabilità da parte dei ministri e dei capi dipartimento, ormai non più in grado di sollevare dal baratro il pianeta “CARCERE” in Puglia, che si sono avvicendati negli ultimi 4 anni portando al disastro totale la Regione Puglia senza un minino tentativo ad intervenire nonostante le precise denunce dell’O.S.A.P.P.”.

Il contesto

“In tale contesto – spiega il sindacalista – emerge un dato incontrovertibile lo stress cui è sottoposto il personale tutto in particolare gli uomini e donne della polizia Penitenziaria stanco e demotivato ed esposto a tutti i rischi che il disastro attuale comporta, e ribadiamo che i riflessi pesantemente negativi sulla conduzione e sull’organizzazione degli istituti penitenziari, nei rapporti con la popolazione detenuta, oltre che di disfunzione sui risultati in termini di maggiore sicurezza che l’istituzione penitenziaria dovrebbe rendere alla Società Civile sono i risultati di una gestione del sistema che necessita nell’immediatezza sostanziali cambiamenti di passo e di rinnovamento non più rinviabili , pena maggiori e ancora più gravi conseguenze che qui scongiuriamo. Foggia , senza tralasciare tutte le strutture Pugliesi , in particolare Bari e Taranto , necessitano nell’immediato interventi strutturali e di organici. Agli organi istituzionali al mondo politico la richiesta di immediata apertura di una stagione di rinnovamento e di riforme irrinunciabili e l’immediata procedura di assunzioni straordinarie con estrema celerità. Non possiamo non rivolgere a tutti gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria della Regione Puglia il nostro plauso, i quali con dedizione professionalità ed accortezza evitano, nonostante il gravissimo stato, maggiori e più gravi conseguenze non senza difficoltà, continuando a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile – conclude il segretario – per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari”.