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Omicidio Bruna Bovino | Chiesta condanna a 28 anni di reclusione per l’ex amante

La Procura generale di Bari ha chiesto la condanna a 28 anni di reclusione per il 41enne Antonio Colamonico, imputato per l’omicidio dell’ex amante Bruna Bovino, la 29enne italo-brasiliana uccisa il 12 dicembre 2013 nel suo centro estetico a Mola di Bari. Nei suoi confronti è in corso il processo di appello bis dopo la sentenza della Cassazione che nel gennaio scorso ha annullato con rinvio l’assoluzione dell’imputato. Colamonico era stato arrestato nell’aprile 2014 con l’accusa di omicidio volontario e incendio doloso, appiccato secondo l’accusa per cancellare le prove del delitto appena compiuto. Il corpo della 29enne fu trovato semicarbonizzato sul pavimento del centro estetico dopo essere stata uccisa con 20 colpi di forbici e strangolata. In primo grado, nel luglio 2015, era stato condannato alla pena di 25 anni di reclusione. In appello poi, nel novembre 2018, era stato assolto e ora un nuovo collegio della Corte di Assise di Appello è chiamato a rivalutare la sua presunta responsabilità, sostenuta in aula dal sostituto pg Carmelo Rizzo. Nel processo sono costitute come parti civili la madre della vittima, l’ex marito con la figlia minorenne, il padre e le associazioni antiviolenza Safiya Onlus e Giraffa. I difensori dell’imputato, gli avvocati Nicola Quaranta e Massimo Roberto Chiusolo, hanno ribadito l’estraneità di Colamonico al delitto chiedendone l’assoluzione. Dopo la discussione di tutte le parti, la Corte ha rinviato per repliche e sentenza all’udienza del 4 febbraio.