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“Brumotti freestyle”, minacce inviato di Striscia: Polizia contro cantante e altre persone

FOGGIA- “Brumotti sulla tua testa ci sta una taglia. Foggia su di te spara. Un proiettile costa un euro e la tua vita vale un c***o” recita una strofa della canzone “Brumotti freestyle” del trapper di origini marocchine Paname, nome d’arte del 24enne Amin Bajtit.

Il video ha fatto oltre 100mila visualizzazioni e non intende affatto omaggiare l’atleta di bike trial. Anzi, il testo contiene diversi insulti e chiari messaggi minatori rivolti all’inviato di “Striscia la notizia” Vittorio Brumotti che, nel pomeriggio del 5 ottobre scorso, è stato aggredito insieme alla sua troupe durante un servizio sulla droga nel quartiere San Bernardino di San Severo.

E, dunque, dopo la pubblicazione del videoclip su YouTube, girato proprio davanti all’abitazione sottoposta a sequestro al San Bernardino dove Brumotti ha realizzato il servizio, la Polizia di Stato ha emesso una serie di misure di prevenzioni nei riguardi di diverse persone immortalate e identificate nelle immagini.

I provvedimenti nei confronti del trapper e di alcuni pregiudicati del posto

In particolare, il trapper, già indagato in passato per possesso d’armi, istigazione a delinquere e oltraggio a corpo amministrativo, è stato raggiunto da un provvedimento di foglio di via con divieto di ritorno, per anni tre, nella città di San Severo. In caso di violazione rischia l’arresto fino a sei mesi.

Ulteriori misure di prevenzione hanno colpito alcune delle persone che hanno fatto da contorno all’esibizione del cantante. Infatti, sono stati irrogati tre “avvisi orali” ad altrettanti pregiudicati del posto, uno dei quali è stato partecipe dell’aggressione del 5 ottobre in danno di Vittorio Brumotti. In caso di violazione, sono punibili fino a tre anni di reclusione.

Il contenuto del videoclip oggetto d’indagine

Nel videoclip si vede il cantante, con un folto gruppo di ragazzi di San Bernardino che interagiscono con lui, mentre intona esplicite minacce all’inviato di “Striscia”, accompagnando le parole con chiari gesti che imitano l’esplosione di colpi d’arma da fuoco.

Il video, non solo esprime approvazione per l’aggressione di cui Brumotti è rimasto vittima, ma contiene anche gravi espressioni verbali con le quali si esalta e si invoca il compimento di ulteriori azioni lesive nei riguardi dell’inviato, sino a punto di minacciarne la morte.

Il filmato, essendo stato pubblicato sul web, attraverso mezzi di comunicazione caratterizzati dalla rapidità della diffusione e dalla amplificazione duratura, è stato in grado di raggiungere un numero indeterminato di persone, istigandole a delinquere.