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Lecce, Lettera aperta di una cittadina al Maestro Pignatelli: “ Nemo profheta in patria”

LECCE-Caro Maestro, le scrivo da semplice cittadina leccese, che seguendo la triste storia di cui le sue bellissime opere sono diventate protagoniste, ha maturato la ferma convinzione che la riconoscenza non è di questo mondo e di questi tempi ancor meno.

Lecce vive il suo oblio, il suo periodo esistenziale più triste e cupo, dove tutto ciò che è stato fatto e creato negli anni passati deve per forza essere demonizzato, distrutto, cambiato…perchè non all’altezza, perchè “figlio” inconsapevole di chi c’è stato prima, non abbastanza bello secondo i nuovi costituendi criteri cittadini.
Le chiedo scusa io a nome di tutte le persone normali, i cittadini leccesi normali, che vorrebbero godere dell’arte, respirala, amarla, viverla, così come vorrebbero continuare a godere dei contenitori degli spazi di scambio interculturale nati negli anni e demonizzati al pari delle sue opere.
Io sono l’amministratrice di quel piccolo spazio che è il Mercatino delle arti e delle etnie a Lecce, nato qualche anno fa osteggiato sin da subito ma amato da tanti leccesi. Uno spazio che è diventato con tanti sacrifici di giovani artigiani e commercianti stranieri un nuovo respiro per la città di Lecce, apprezzato ovunque meno da chi avrebbe dovuto aiutarci e sostenere e che ha invece pensato bene di tirare un calcio nel deretano a 21 famiglie, dimostrando una sensibilità pari al nulla…..
Mio caro maestro, si sa che “Nemo propheta in Patria”, ma posso solo dirle che i cittadini leccesi sono orgogliosi dei tanti maestri della nostra terra e di lei, ora più che mai…
Per quel che concerne la nostra vicenda attendiamo l’esito di un’udienza in Tribunale che deciderà di vita o di morte per noi il 3 Dicembre p.v., le posso solo proporre nella misura in cui la giustizia sarà dalla nostra parte di farci contenitori e custodi entusiasti delle sue opere. Nel multietnico insistono 35 box……in 30 la sue opere saranno sicuramente amate curate custodite ed esibite, intanto la saluto con estrema ammirazione e stima.

Veronica MERICO.