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Lecce| Molendini: “ Ecco tutta la verità sulla tassa di soggiorno “

Il presidente della commissione bilancio, Cons. Molendini, entra nel merito della polemica sull’aumento della tassa di soggiorno a Lecce e chiarisce con una nota: “Partiamo dai dati: con delibera di giunta sono stati modificati gli importi dell’imposta di soggiorno, ovvero quell’imposta a carico del turista che soggiorni presso una struttura alberghiera o B&b, etc.

Di che cifre parliamo? Da una massimo di 5€ (contro i precedenti 3€ ) negli hotel 5 stelle in alta stagione (3 contro i precedenti 1,5 nella bassa), ai 3€ contro i precedenti 2 in alta stagione e 1,5€ contro 1€ in bassa per i b&b .

Ho messo ad esempio, oscurando il nome, la tariffa giornaliera, che peraltro viene esposta già comprensiva di imposte e tasse online su un portale turistico, relativa ad una struttura 5 stelle cittadina a luglio.
Possono 157€ determinare un tale sconquasso rispetto agli attuali 155€ ?

Ma soprattuttto: questa imposta è esclusivamente a carico di chi usufruisce del servizio. Cioè il soggiornante.
Chi venga a Lecce, da Torino, Treviso o Manchester, pagherà un leggero aggravio di imposta. Difficile pensare che rinuncerà alla vacanza di una settimana per pochi euro di aggravio (in un 5 stelle es. 7 giorni = 1099 anziché 1.085; non parliamo per un week end…).

Ultima e più importante considerazione: questa è l’unica imposta che non grava per un centesimo su cittadini leccesi nè su albergatori o titolari di b&b.
Chi paga è il turista, romano, torinese, europeo che sia, come succede quando noi leccesi andiamo in albergo in altre città. Non la paga il cittadino, non è a carico dell’albergatore.
Chi incassa è la nostra città che ne ha ovviamente necessità per assicurare i servizi che servono a cittadini e turisti.

Se ne può lamentare un cittadino leccese o un albergatore?
Sarebbe davvero singolare!
Può un aumento così modesto scoraggiare dalla visita alla città?
Difficile immaginare che si possa decidere se fare o no una vacanza sulla base di una differenza di poche euro su alcune centinaia o più.

Perché allora questo strepito da parte di alcuni colleghi consiglieri di cdx?
Vattelo a spiegare…
Ma soprattutto andateglielo a chiedere. Un’imposta che non pagano cittadini leccesi ed esercenti che invece ne beneficiano indirettamente per il soddisfacimento di beni e servizi cittadini.

A volte urla e strepiti coprono solo un vuoto di sostanza.” conclude.