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Confindustria, Bonomi a Brindisi: “Una battaglia sanitaria-economica di medio lungo periodo”

BRINDISI- È stata la Nona sinfonia di Ludwing van Beethoven, l’Inno ufficiale dell’Unione Europea e poi l’Inno di Mameli ad aprire l’assemblea annuale di Confindustria Brindisi che si è svolta oggi, 1 dicembre, al Teatro Impero. Moderata da David Parenzo, la giornata ha visto come primo l’intervento del prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni, poi del sindaco Riccardo Rossi e del presidente della regione Puglia, Michele Emiliano.

“Oggi è una giornata molto importante perché la regione Puglia dà il senso a tutta una serie di interventi che stiamo realizzando nella provincia di Brindisi per trasformare questa importante città portuale e industriale nella capitale della innovazione tecnologica salentina” dice il presidente Emiliano affermando che i brindisini si sono sentiti un po’ trascurati.

Innovazione tecnologica che passa per il Metodo Brindisi, piattaforma condivisa dal presidente degli industriali con i sindacati Cgil, Cisl e Uil in cui si affrontano temi come transizione energetica, chimica verde, industria della creatività, bonifiche, infrastrutture e ruolo del porto (molto caro a Lippolis), dell’aeroporto e della ferrovia, per citarne alcuni. Priorità che secondo il presidente di Confindustria Brindisi Gabriele Menotti Lippolis presentano una serie di “zone d’ombra” relative ai ritardi del Pnrr “che non ci fanno ben pensare”.

E allora prosegue “È urgente aprire un tavolo nazionale su Brindisi con l’obiettivo di arrivare in tempi rapidi alla condivisione di un accordo di programma, anche per giungere all’adozione di un provvedimento normativo ad hoc. Servono misure straordinarie come già avvenuto in altri territori”.

Di respiro nazionale l’intervento del presidente nazionale Confindustria Carlo Bonomi che, partendo dalla provocazione di Parenzo sui 6mila emendamenti alla legge di bilancio 2022 ha detto: “È al quanto singolare, noi avevamo appreso dalla agenzie di stampa che c’era un accordo politico su come utilizzare il famoso fondo, oggi ci accorgiamo che era sul nulla”.

E allora Carlo Bonomi affronta e analizza una serie di temi scottanti ricevendo dai 350 industriali adriatici piena acclamazione.

Le battaglie di Bonomi: dal super green pass alla disoccupazione dei giovani e ammortizzatori sociali

“Confindustria è sempre stata la prima a vaccinare e abbiamo sostenuto fortemente l’azione del governo sul green pass. Così com’è strutturato oggi, però, non ci convince molto. Perché più metti particolarità all’interno dell’applicazione più diventa difficile applicarlo. È chiaro che bisogna prendere atto di andare verso l’obbligo vaccinale. Come lo rendi obbligatorio? Ci sono difficoltà oggettive ma il super green pass così diventa difficile” ha detto Carlo Bonomi rispondendo alla domanda di David Paranzo, prima di raggiungere il palco da cui tenere il proprio discorso. Poi è salito: “È un grande piacere tornare in Puglia finalmente in presenza e possiamo farlo grazie all’impego di molti italiani, che come ha sottolineato il presidente Mattarella hanno avuto grande senso di responsabilità e della comunità e lo possiamo fare, soprattutto, grazie all’opera meritoria di un serio e onesto servitore dello Stato: il generale Figliuolo”. Applausi.

“È significativo il titolo che hai voluto dare all’assemblea, Gabriele. Perché parlare di futuro e di coraggio, chi più degli imprenditori italiani vuole veramente guardare al futuro, il coraggio di andare e di investire nel futuro. Chi più di noi lo fa? Per il Paese, per le nostre imprese” e ricorda il mese di marzo del lockdown in cui con governo e sindacati sono stati siglati protocolli di sicurezza che hanno consentito di tenere aperte le imprese. “L’abbiamo fatto perché amiamo il nostro Paese. E questo è stato lo spirito con cui abbiamo affrontato il momento difficile che non è alle spalle: è una battaglia sanitaria, economica di medio lungo periodo.

Ed è una battaglia molto importante perché questo Paese oggi ha una grande occasione: rispondere alle grandi disuguaglianze di questo Paese che da 160 anni, cioè dall’unità d’Italia non da risposte di genere, di territorio, generazionali, di competenze”.

La battaglia politica invece di quella economica

“Purtroppo, dobbiamo registrare che stiamo tornando alla battaglia per il consenso effimero elettorale e la dimostrazione viene dalla legge di bilancio, una legge di bilancio particolare perché è forse l’ultima che potrà utilizzare un deficit così importante. Dall’anno prossimo non sappiamo, dobbiamo rivedere il patto di stabilità, molto probabilmente sarà diverso, dobbiamo rivedere la politica degli aiuti di Stato, gli interventi della Bce a sostegno dei debiti sovrani. Quindi questo è un momento importante perché dobbiamo dare risposte a quelle categorie che nelle crisi soffrono di più”.

Disoccupazione giovani e reddito di cittadinanza

“Dati Istat: in Italia i giovani rappresentano il 26 per cento dei disoccupati contro una media europea del 16 per cento e invece noi cosa facciamo? Rifinanziamo con 1 miliardo di euro il reddito di cittadinanza nella legge di bilancio. Due milioni di italiani sono nella fascia di povertà e noi dobbiamo dare una risposta.

Ma così com’è strutturato oggi il rdc ha dimostrato che non riesce a intercettare gli incapienti del Nord ed è diventato disincentivo ad andare a lavorare per il Mezzogiorno. E qui noi cosa facciamo? Prima di riformarlo ci mettiamo un miliardo per un totale di quasi 9miliardi all’anno.

Nella relazione di accompagnamento al triennio 2019/2021 sono stati stanziati 516milioni: si dice che gli assunti siano stati 40mila, qualcuno 423. Allora se fossero veramente 423 avremmo speso quasi 400mila euro all’anno per ognuno. Io sono contento che abbiamo assunto 423 premi Nobel, ma non ha risposto alla soluzione dei problemi delle politiche attive del lavoro”.

Sui centri pubblici per l’impiego

“Di nuovo impieghiamo quattro miliardi per i centri pubblici e allora chiedo a una platea di imprenditori: quanti di voi assumono utilizzando i centri pubblici per l’impiego?”. “Zero” rispondono dalla platea.

“Ma è mai possibile che in questo Paese quando si parla di lavoro, quando si parla della domanda di incrocio offerta lavoro non chiedano agli imprenditori? Perché non chiedete a noi dove andiamo a cercare i profili personali? Non è quella la strada. Ma qual è la risposta? Assumere 2500 navigator nei centri per l’impiego.

La strada dovrebbe essere un accordo, come l’anno scorso, tra sindacati governo e imprese che si siedono insieme perché se vogliamo dare una risposta e la dobbiamo dare, allora iniziamo quali sono gli strumenti che dobbiamo guardare.

Abbiamo il rdc, l’assegno unico che va a regime, la riforma fiscale per la parte che riguarda gli incapienti, il riordino generale della detrazione di famiglie: quattro interventi che non si parlano tra di loro. Ma il problema delle nostre imprese è licenziare oppure trovare le figure professionali che ci mancano?

E anche su questo punto voglio essere chiaro: noi non vogliamo licenziare, noi vogliamo crescere e assumere e questo deve essere molto chiaro. E ce lo dicono i numeri perché, è vero ci sono state 150mila partite iva in meno negli ultimi 12 mesi. Ma nel campo dei lavoratori negli ultimi 12 mesi abbiamo assunto 422mila persone segno evidente che la manifattura italiana ha risposto.

Concentrare sui giovani la previdenza complementare

“Noi abbiamo proposto un forte taglio contributivo del conio fiscale. Perché è universale, va su tutti. Non come i tagli Irpef che vengono proposti oggi, dove nella realtà chi viene beneficiato è il reddito tra i 40 e i 45mila euro, non gli incapienti.

Concentriamoli sui giovani, sulle donne, sulle fasce che hanno sofferto di più e sui giovani mi piacerebbe parlare delle loro pensioni future perché noi sappiamo che non avranno una pensione futura o se l’avranno sarà molto leggera. E allora dobbiamo costruire un percorso per loro che inizia oggi di previdenza complementare e allora andiamo a tagliare fiscalmente le previdenze complementari. E cosa si fa? Nella legge di bilancio per i giovani ci sono 416milioni di sostegno per l’acquisto della prima casa e 10 giorni di congedo parentale. Io credo che sia poco per i giovani”.

Il cambio procedurale della formazione legge bilancio

“Ma non lo dico io, lo dicono i tecnici del senato che si è invertito l’ordine procedurale e anche nella formazione della legge di bilancio sarebbe stato utile capire qual è il percorso della delega fiscale perché mai è stata data una delega fiscale così ampia a un governo ma non sappiamo qual è l’obiettivo finale.

Questa legge di bilancio doveva essere il primo mattoncino di costruzione di un grande riordino, ma continuamente si fanno interventi singoli non all’interno di una strategia e mi dispiace vedere che il Mef (ministero dell’Economia e della finanza) ha abdicato al suo ruolo di indirizzo politico lasciando 8miliardi sul tavolo ai partiti per decidere come suddividerseli. Io sono fermamente convinto che non è questa la strada per rispondere ai giovani non occupati”.