Ceglie Messapica, fuga da villa con piscina senza pagare: denunciata coppia canadese

CEGLIE MESSAPICA – Alloggio in villa con piscina mai saldato, poi la fuga: una donna di Ceglie Messapica, la proprietaria di Casa Lavanda Antonella Tixi, denuncia coppia di presunti truffatori seriali e lancia un appello sui social e in tv: “Vanno fermati”

Una truffa canadese

Una coppia di canadesi che truffa una gentildonna genovese tra le campagne della Valle d’Itria. Woody Allen ci sceneggerebbe un film e, chissà, qualche bluesman si siederebbe comodo ad un crocicchio, cantandone la disavventura. Se non fosse che la storia è vera, producendo una denuncia alla Procura della Repubblica e, pure, allarme. Perché  Antonella Tixi non vuole che quanto accaduto a lei accada anche ad altri, vittima inconsapevole di quelli che sembrano veri e propri professionisti della truffa, capaci di sparire lasciando un debito di circa 8 mila euro tra spese e affitti non saldati di Casa Lavanda, villa con piscina nascosta in agro di Ceglie Messapica.

Antonella Tixi, proprietaria di Casa Lavanda

Lady Antonella non sarebbe l’unica truffata. Ci sarebbero altri casi, altre circostanze. In Puglia, ma non solo. Da qui, l’appello.

L’appello di Antonella

“Non posso legalmente pubblicare qui i loro nomi – spiega la Tixi – ma chiedo alle mie amiche e amici pugliesi di contattarmi in privato per avere altri dettagli. Vanno fermati, continuano a delinquere impuniti e la storia è molto probabilmente cominciata già nella zona di Como a partire dal 2019. E non aggiungo altro sul senso di frustrazione perché sperare in una soluzione giusta e legale di una truffa subita sembra essere impossibile, ma vanno fermati. A chiunque mi legga, in Puglia, per favore contattatemi. Ce la possiamo fare e soprattutto c’è una bambina che ha bisogno di aiuto.”

Uno scorcio di Casa Lavanda

La coppia di presunti truffatori ha una figlia, una bambina. “Una bambina – ne  è convinta Antonella – che ha bisogno di aiuto”, perché spostata di continuo tra ville e alloggi di pregio lungo lo stivale. E speriamo che a pagare davvero, l’unica in questa storia, alla fine non sia proprio lei.