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Frode fiscale, sequestrati oltre 360 mila euro di beni a società di vigilanza di Bisceglie

BISCEGLIE- Avrebbe evaso per oltre 360 mila euro l’Erario una società di vigilanza privata di Bisceglie: per questo motivo i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Barletta, appartenenti alla compagnia di Trani, hanno sequestrato conti correnti e depositi bancari, quote societarie, beni immobili e mobili per un ammontare complessivo di 364.038,25 euro appartenenti alla società e al proprio rappresentante legale.

Si comunica che nel rispetto dei diritti dell’indagato è da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha permesso di scoprire l’omissione, da parte del soggetto economico, del pagamento delle imposte, in particolare dell’Iva, per un valore di oltre 360 mila euro.

Il mancato pagamento del tributo, oltre ad arrecare un rilevante danno nei confronti dello Stato, ha concretamente violato la libera concorrenza e il libero mercato, avvantaggiando indebitamente la società in danno alle imprese sane e rispettose delle regole.

Al termine delle investigazioni è stato, quindi, offerto alla Procura della Repubblica di Trani un quadro probatorio di elementi idoneo a proporre ed ottenere dal gip presso il Tribunale di Trani il sequestro preventivo, delle somme depositate sui conti correnti e depositi bancari, delle quote societarie, dei beni immobili e dei beni mobili registrati per un ammontare complessivo di 364.038,25 euro

Queste attività svolte dal Corpo a contrasto dell’economia illegale nel settore imprenditoriale sono finalizzate a garantire un sempre più un efficiente e robusto sistema di legalità economico-finanziaria basato sulla concorrenza leale evidentemente violata nel caso di specie.

La Guardia di Finanza, infatti, opera ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di legalità, proprio per garantire la libera concorrenza nel mercato, a tutela delle imprese sane rispettose delle regole, e, pertanto, danneggiate da tali comportamenti.